Palumbo, Roselli, Cannella: chi sarà il prossimo? Taranto ridimensionato

Calci da Pro
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Nel preliminare di Coppa, disputato a Nardò, il Taranto, questo Taranto, ha preso coscienza delle difficoltà che potrà/dovrà incontrare nel corso del campionato che va ad iniziare. Ci sarà sempre un manto d’erba gibboso. Ci saranno sempre ostili situazioni ambientali. Ci sarà sempre l’impegno del Golia, di turno, nel voler sconfiggere il (gigante) Taranto

Ci sono storie che solo il gioco del calcio riesce a scrivere. Gaetano Palmisano, un giovane del vivaio rossoblù nato nel ’99, ritenuto inadeguato ad  indossare quella maglia in questa stagione sportiva, trasforma le bollicine del brindisi in coppa (Italia) in un velenoso calice di cicuta. Tonio Bongiovanni, alla prima uscita ufficiale del Taranto, gusta l’amaro sapore della sconfitta. Le cronache riferiscono come lady Bettina, la presidentessa, non fosse presente. Certamente, però, anche lei avrà mal digerito il colpo inferto dall’impertinente/vivace Palmisano. Storie che solo il calcio sa scrivere. Dicevamo. Pillole di una verità incontrovertibile. Mai disprezzare le “primizie” che produce la tua terra prima di andare altrove a cercarne altre.
Dietro le dichiarazioni di facciata. Logiche e scontate. “La Coppa Italia non ci interessa”. ”Puntiamo decisamente alla vittoria del campionato”. Rimangono la certezza di una brutta prestazione e l’evidenza di una rosa incompleta. Affiorano anche le difficoltà di ambientamento in qualche giocatore. Si perché le squadre si fanno, sempre, con i calciatori. Non con i nomi.
Nel preliminare di Coppa, disputato a Nardò, il Taranto, questo Taranto, ha preso coscienza delle difficoltà che potrà/dovrà incontrare nel corso del campionato che va ad iniziare. Ci sarà sempre un manto d’erba gibboso. Ci saranno sempre ostili situazioni ambientali. Ci sarà sempre l’impegno del Golia, di turno, nel voler sconfiggere il (gigante) Taranto.
I risultati del calcio d’agosto lasciano sempre il tempo che trovano. Nelle vittorie e nelle sconfitte. Non esaltano le prime, non debbono indurre allo sconforto le seconde. Di sicuro, però, il passaggio del turno avrebbe portato, nello spogliatoio dello Iacovone, una ventata di salutare buonumore. Tutti avrebbero goduto del meritato riposo. La sconfitta ha invece ricondotto, tristemente, a qualche mese addietro. Sarà, quindi, un lunedì di lavoro per la squadra. Una decisione ufficializzata, nel post partita di Nardò, da un comunicato della Società. Una decisione che “profuma” tanto di punizione. Facciamo difficoltà a credere che possa essere stata partorita dalla mente di Francesco Cozza. L’aria che si respira attorno al club ed alla squadra è già pesante di per se stessa. Aggravarlo con decisioni non condivise dal gruppo non giova certamente alla causa. Senza dimenticare che alla chiusura del “mercato” estivo, il 15 settembre prossimo, mancano ancora diversi giorni oltre la disputa delle prime due gare di campionato. Gare che solo sulla carta sono accessibili. La dura realtà di Nardò ha fatto prendere coscienza quanto sia sconsigliabile sottovalutare qualsiasi avversario.
In aggiunta. La pressione esercitata dal territorio, la necessità di vincere tutto e subito, il carattere ondivago della proprietà, la minaccia di diserzione manifestata dalla tifoseria, le sirene allettanti di qualche “circe” tentatrice (leggi corteggiamento di altri club) potrebbero indurre più di qualcuno alla “fuga”.
La prematura/inaspettata risoluzione contrattuale dell’esperto bomber Palumbo, l’allontanamento dell’addetto stampa, gli incresciosi episodi verificatisi durante il ritiro di Assisi, il “calcio” non condiviso di Aldo Roselli che lo ha condotto alle dimissioni, il poco rispetto delle norme che disciplinano la comunicazione, il costante tentativo di occultare la quotidianità. Sono tutti sintomi, negativi, di una tranquillità latente. Certamente non sono quelli che fanno credere in un sereno/positivo avvio di gestione.
Il Taranto (società) delle tante avversità appare, al momento, come una navicella in balia delle onde. Con il suo equipaggio (tesserati) impegnato nell’ arduo compito del salvataggio. Riusciranno staff tecnico e calciatori a convincere/vincere portando la città dalla loro parte? Ce lo auguriamo tutti. Consuetudine pretende però che sia stato sempre l’inverso. Mai dimenticando, nel contesto, l’incombente pericolo di deferimenti e inibizioni dovuto a spiacevoli situazioni pregresse. Come di quella “bomba”, ancora inesplosa, rappresentata dalla frangia più rumorosa della tifoseria. In campo esterno. Le prime pericolose avvisaglie, avvertite nella “amichevole” trasferta di Brindisi, non lasciano presagire nulla di buono. Domanda, ma Zelatore e Bongiovanni ne sono coscienti?

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