La polisportiva Z&B non sostituirà mai il Taranto

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Il Taranto rossoblù è della città. Lo è sempre stato. Quei colori appartengono ai tifosi. La passione nasce dentro, chi periodicamente si candida alla gestione deve saperla nutrire. Vince chi ha più esperienza e maggior carattere. Nel rispetto delle regole, soprattutto quelle non scritte, del calcio. Vince chi è dotato di grande equilibrio. Anche comportamentale. Un concetto che Zelatore e Bongiovanni  dimenticano di sovente

Emerge, giorno dopo giorno, una sensazione poco piacevole nel calcio del territorio. Stanno cercando di sostituire il Taranto con la polisportiva dilettantistica Z&B. In funzione di quanto sopra la massa, i tifosi, si stanno allontanando dal simbolo più rappresentativo dello sport cittadino. Non esiste empatia, Zelatore e Bongiovanni non sanno/vogliono mettersi nei panni dell’altro. Le recenti delusioni, provocate da risultati deprimenti. Un modo di gestire personalistico e con scarsa trasparenza. L’atteggiamento impositivo nella comunicazione. Hanno creato una frattura nei rapporti che al momento appare insanabile.
La polisportiva dilettantistica Z&B non riscuote simpatia. E’ evidente. Magari non per loro. Non guadagna la fiducia. Alcuni comportamenti non condivisi ed alcune discutibili esternazioni, di chi la rappresenta, provocano reazioni contrarie ed avverse. Non si può nutrire fiducia nei confronti di si mette di traverso. A contrasto. Le recenti inibizioni e sanzioni economiche piovute sul capo dei vertici societari (conseguenza degli eventi, tristemente noti, del marzo scorso) alimentano incertezze sul futuro sportivo come nella gestione ordinaria. Alimentate, per di più, dalla scarsa trasparenza nei rapporti e nella comunicazione.
Il Taranto rossoblù è della città. Lo è sempre stato. Quei colori appartengono ai tifosi. La passione nasce dentro, chi periodicamente si candida alla gestione deve saperla nutrire. Coltivare. Il Taranto calcio vuol dire aggregazione, entusiasmo, condivisione. La polisportiva dilettantistica Z&B è invece un corpo estraneo, a se stante. Privato, a voce univoca, assolutistica. Despota (stai con me o ti inserisco in una lista nera).  Non rappresenta, in nulla, quanto sopra enunciato. La platea non ci si identifica, Non potrà mai accettare quelle condizioni. Il pericolo della diserzione e dello stadio deserto è incombente.
Chi gestisce la polisportiva dilettantistica Z&B ritiene che i risultati possano diventare la panacea a tutte le avversità. Sbaglia. Non è così. Sono ben altri gli argomenti che possono convincere il tifoso. Il calcio non è fatto di provocazioni e “sfide” ai  propri sostenitori. Al proprio territorio. L’avversario è un altro. Il campo è giudice nei risultati non della quotidianità dei gesti, delle esternazioni e dei comportamenti.
Il campionato “parte” il prossimo tre settembre. Salvo ripensamenti/arrivi dell’ultima ora la squadra non è ancora al completo. Il modulo a tre attaccanti, due esterni, sembra non essere in linea con le qualità tecniche di Pera. A centrocampo un paio di doppioni, nello stesso ruolo, rischiano di pestarsi i piedi. La difesa necessita di un puntello sul centro sinistra. Allenamenti a porte chiuse e limitazioni di altra natura (in)poste alla tifoseria non giovano. Si sta registrando uno strano fenomeno. Per Taranto. Sintomo di uno scollamento ambiente-società. In pochi conoscono i caratteri somatici dei calciatori nuovi arrivati. Un tempo sarebbero già stati inseriti nel tessuto cittadino.
La sconfitta in Coppa Italia ha lasciato i suoi strascichi. Inevitabile conoscendo il carattere del duo. Lo dimostra il nervosismo riscontrato nelle partitelle di allenamento. Cozza accetti un consiglio, si schieri sempre con la squadra e difenda lo spogliatoio. Non si pieghi alle decisioni, talvolta cervellotiche, della proprietà. Non rischi mai di perdere la fiducia dei suoi ragazzi.
Il campionato, dicevamo, inizia il prossimo tre settembre. Segnali trasversali indicano che sarà un torneo estremamente incerto. I favoriti rimangono tali solo sulla carta. Il Cerignola, eliminato in coppa dal Gragnano, ne è la conferma. Vince chi ha più esperienza e maggior carattere. Nel rispetto delle regole, soprattutto quelle non scritte, del calcio. Vince chi è dotato di grande equilibrio. Anche comportamentale. Un concetto che Zelatore e Bongiovanni  dimenticano di sovente. La conferma, però, di una inconfutabile verità. La polisportiva dilettantistica Z&B non potrà mai sostituirsi al Taranto.

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