Z&B, ma cosa vi spinge a farlo?

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Il Taranto rischia di non vivere più, sostituito dalla polisportiva dilettantistica Z&B. Dove non esiste il rispetto delle regole. Dove si vive all’insegna del silenzio lo decido io! Nel dispregio di tutto e di tutti. Anche delle norme e dei regolamenti della Federcalcio. L’ennesimo “assalto” effettuato alla persona ed alla professionalità di Ninni Cannella, all’immagine della nostra testata, in aperta contraddizione alle disposizioni della Lega Nazionale Dilettanti, è solamente l’ultimo degli esempi

Lo Iacovone, una cattedrale nel deserto. Un teatro per pochi intimi. Il duo (Zelatore/Bongiovanni) e pochi irriducibili. Il tutto per uno spettacolo deprimente. Non è bastato raschiare il fondo della botte, ora si sta cercando di scavare la fossa. Il Taranto rischia di non vivere più, sostituito dalla polisportiva dilettantistica Z&B. Dove non esiste il rispetto delle regole. Dove si vive all’insegna del silenzio lo decido io! Nel dispregio di tutto e di tutti. Anche delle norme e dei regolamenti della Federcalcio. L’ennesimo “assalto” effettuato alla persona ed alla professionalità di Ninni Cannella, all’immagine della nostra testata, in aperta contraddizione alle disposizioni della Lega Nazionale Dilettanti, è solamente l’ultimo degli esempi. A Cannella, arbitrariamente ritenuto soggetto pericoloso alla quiete pubblica (sic!), è stato ulteriormente negato l’accredito stampa. Per poter adempiere ai suoi incarichi professionali si è dovuto comperare il diritto di accesso allo Iacovone. La sua presenza sugli spalti, contrariamente a quanto asserito dalla Società, non ha creato nessuna turbativa.
I risultati fallimentari prodotti dai sistemi imposti dal duo sono evidenti. Nella gestione ordinaria ed in quella sportiva. Quelli ottenuti sul campo sono da guinness dei primati, in negativo. Alla retrocessione dello scorso campionato, in qualche modo provocata anche da discutibili decisioni dirigenziali, si aggiunge l’inizio disastroso della stagione da poco iniziata.
Il battage pubblicitario per un torneo di vertice, con un passo immediato da primi della classe, si sta frantumando dinanzi alla pochezza dei risultati ottenuti. Cozza in quattro partite ufficiali (una di coppa e tre di campionato) ha racimolato tre sconfitte ed una sola vittoria, discutibile, contro una squadra peraltro ridotta in nove a causa delle espulsioni.
Un passo del gambero che ha provocato i primi, pur comprensibili, malumori del duo (sempre di Zelatore e Bongiovanni parliamo). Al termine della gara malamente, ma meritatamente persa contro la Sarnese, direttore sportivo ed allenatore sarebbero stati richiamati alle loro responsabilità. L’ampio mandato conferito ad entrambi non conforta di certo le aspettative. Il Taranto (squadra) sta sprofondando in classifica. Dopo tre sole giornate accusa un distacco di sei punti dalla vetta della classifica. Il Taranto (Società) vede dileguarsi ogni aspettativa di riavvicinamento all’ambiente. Agli sportivi, ai tifosi ed al territorio in generale. Zelatore e Bongiovanni contavano sugli incassi. Avrebbero rappresentato l’indispensabile sostegno, in una gestione finanziaria dispendiosa, alle già esigue casse del club. Questo gli era stato promesso. Queste erano le aspettative.
Con i vertici societari e tecnici impegnati nel “summit” sopra accennato è stato inviato in sala stampa, a rappresentare squadra e club, il difensore D’Aiello. Ci si attendeva carattere e personalità. Se n’è dedotta fragilità. L’ammissione di uno spogliatoio con poca personalità. Una generale carenza di “cazzimma” (a dire il vero è stato usato un altro termine). Il timore causato dal clima instauratosi. La “paura” dello Iacovone. Non sono certamente questi i presupposti migliori per andarsi a guadagnare i risultati. Il futuro rimane pertanto nebuloso.
I sogni di primato sono al risveglio attualmente frantumati dai pessimi risultati. Gli spalti desolatamente/costantemente vuoti rappresentano in negativo lo scaduto indice di gradimento nei confronti tutto l’ambiente societario. A nulla vale l’inventarsi numeri eclatanti sulla sottoscrizione degli abbonamenti e sul numero dei ticket venduti. Rischia di diventare una pagliacciata sulla quale riderci sopra.
Persevera, nel frattempo, l’atteggiamento critico del tifo organizzato. Diserzione nelle partite casalinghe, contestazione in quelle esterne. L’invito ad andarsene, rivolto al duo, è sempre più pressante. In questo clima si prepara la difficile trasferta di Cerignola. Con un interrogativo che è ormai sulla bocca di tutti. Ma chi glielo fa fare?