Da rabbrividire! Il Taranto è costato a Z&B 3,5 milioni di euro

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Gli spalti dello Iacovone sono sempre più deserti. Inutile affannarsi nel voler dimostrare l’impossibile. Zelatore e Bongiovanni hanno fatto il loro tempo, per questa società non c'è più spazio

Esiste una realtà, nei fatti, incontrovertibile. Inconfutabile. Solo Zelatore e Bongiovanni fingono di non averne preso coscienza. Taranto potrà anche vincere il campionato, ma per loro non c’è più spazio. Non è più una semplice questione di risultati. Si sono create delle “tare” talmente pesanti che sono diventate impossibili da rimuovere.
Dagli irrispettosi fotomontaggi dell’estate si è arrivati, in un crescendo continuo, alle offese di oggi, anche pesanti, sui muri di cinta dello Iacovone. E’ il punto di non ritorno. Una esperienza che altri hanno già vissuto. Gli spalti dello Iacovone sono sempre più deserti. Inutile affannarsi nel voler dimostrare l’impossibile. Nella vendita degli abbonamenti e dei tagliandi di accesso allo stadio. Le oltre mille e trecento presenze dichiarate nella partita casalinga con il San Severo hanno sollevato l’ilarità generale. Come la divulgazione di perdite di gestione esorbitanti. Affermazioni fatte in sala stampa, nel dopo partita, da un appartenente alla loro piccola corte dei miracoli. Le perdite di gestione dichiarate, che sarebbero di 3,5 milioni di euro, hanno fatto sorridere anche i polli. Dovrebbero, allora, essere capaci di dimostrarle. Nel valore reale e nella tracciabilità. Nel rispetto del territorio e della tradizione sportiva del Taranto.
Perché ove fossero realmente quelle, le esposizioni di Zelatore e Bongiovanni, ci sarebbe veramente di che preoccuparsi. Ed anche seriamente. Per la loro coerenza ed integrità. Un imprenditore che non ottenendo alcun risultato getta al vento tanto denaro impone il prossimo a una profonda riflessione. A maggior ragione se tenta di recuperare consensi mettendo in piazza concetti che sono di nessuna credibilità.
Perché Zelatore e Bongiovanni quelle cifre non le hanno mai sborsate. E mai le sborseranno. Più facile. Molto più facile, che il tempo dimostri quanto la Società del Taranto F.C. 1927 srl sia stata da loro portata all’indebitamento. Il misero tentativo di trarre in inganno, abusando della buona fede altrui,  offende l’intelligenza di chi è costretto ad ascoltare quelle esternazioni. Un’arma che potrebbe rivelarsi a doppio taglio. Che potrebbe risvegliare la sensibilità delle Istituzioni preposte al controllo. Perché ci sarebbe poi da spiegare troppe cose in relazione ai costi ed ai ricavi di gestione. Alle sponsorizzazioni. Alle contribuzioni volontarie. Ai rapporti con i calciatori.
Fatti ed eventi che coinvolgerebbero anche la fondazione Taras. Per norma statutaria quella associazione risulta essere tutt’ora l’Organo di controllo (della gestione) in seno al club.
L’ebbrezza per il successo ottenuto in una partita di pochi contenuti ha fatto evidentemente perdere il controllo. Ci si è lasciati andare. Capita a chi non ha un buon rapporto con la vittoria. Lo si è compreso dal contenuto di una conferenza stampa intrisa di strani epiteti e brutte espressioni. Di quello si è rimasti meravigliati, perché è risaputo che Zelatore e Bongiovanni sono, da sempre, più inclini alle esternazioni in latino. E che le volgarità non fanno parte del loro vivere quotidiano. Meraviglia che lo permettano a chi è loro vicino. E’ stata una caduta di stile notevole. Un ulteriore scivolone. Inopportuno dopo quel discutibile filmato in cui si prometteva di “violare” il fondo schiena di tutti.
Cazzarò ha preso insegnamento dal disastroso esordio di Cerignola. Nella gara con il San Severo ha rimodulato la difesa. Ha apportato alcune variazioni nell’assetto tattico. Ha saputo leggere la partita. Ha messo la sua impronta sulla vittoria. Non è cosa di poco conto in un ambiente/spogliatoio messo sovente in discussione. Il campionato del Taranto è, in pratica, appena iniziato. Ci sono da giocare ancora 29 partite. Cazzarò non ha l’obbligo di vincere il campionato  anche se, a rigor di logica, può ancora accadere di tutto. Molto dipende dalla sua capacità di tenere tutti a debita distanza e di vietare intromissioni inopportune. Di chiunque. A buon intenditor…