Il Taranto a Brindisi a porte chiuse

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Gli effetti della sentenza del giudice sportivo danneggiano abbonati e indotto e, grottescamente, quasi favoriscono chi doveva essere maldestro obiettivo di chi ha causato gli incidenti di Volla

Dopo le anticipazioni e le indiscrezioni è giunta l’ufficialità. La gara che il Taranto dovrà disputare a porte chiuse ed in campo neutro contro il Picerno si giocherà domenica 15 ottobre alle ore 15:00 allo stadio “Franco Fanuzzi” di Brindisi.
La decisione del giudice sportivo è conseguenza delle intemperanze dei tifosi ospiti all’interno dello stadio di Volla nella precedente partita contro il Pomigliano. Non è un segreto che si sia diffusa in alcune frange di tifosi tra i più abituati alle trasferte di massa in occasione delle partite esterne del Taranto la volontà di prodursi in comportamenti che pongano gli organi di giustizia sportiva nelle condizioni di portare danni economici alla società, con il fine ultimo di farla desistere dalla gestione pro-tempore dei rossoblù. In un contesto nel quale gli stadi italiani sono da considerare delle zone franche e territorio di impunità la decisione di questi tifosi appare in linea con le loro scelte, ma con la squalifica del campo il tutto si è trasformato in una bomba divenuto “fuoco amico”.
Andando a giocare a Brindisi a porte chiuse la società da un lato pagherà 2500 €uro di multa ma risparmierà una cifra superiore per il numero di steward inferiore che dovrà assumere in una gara a settori chiusi. Tutti i disagi saranno a carico dei singoli uomini dello staff, come magazzinieri e sanitari, che dovranno trasferire a Brindisi il necessaire per lo svolgimento dei propri compiti, dei gestori del bar interno allo Iacovone, che a fronte di un fitto comunque da pagare, dovranno restare chiusi e rinunciare all’incasso, dei giornalisti che dovranno trasferirsi a Brindisi, di un indotto non quantificabile che coinvolge, ad esempio, la struttura alberghiera del nostro territorio che avrebbe potuto ospitare il Picerno e soprattutto dei circa 851 abbonati che, pur avendo titolo, non potranno assistere alla gara, privati dal “fuoco amico” di altri tifosi che probabilmente questa volta hanno clamorosamente sbagliato bersaglio.