Z&B passano la mano? No agli "avventurieri" del pallone

Calci da Pro
Typography

Il Taranto è una scatola vuota di valori patrimoniali attivi. Gravano sul club debiti consistenti contratti con lo Stato. Rateizzazioni che vanno nel tempo. Che impongono il rispetto nel pagamento di imposte e contributi del presente e del passato. Il debito diluito negli anni rappresenta una aggravante, non potrà mai essere una giustificazione

A Brindisi Z&B non sono andati. Prosegue il loro modo, tutto particolare, di esternare vicinanza alla squadra. Cazzarò ed i ragazzi hanno portato a casa un risultato utile. Ininfluente, purtroppo, ai fini delle ambizioni di primato. La distanza dalla vetta della classifica rimane immutata. 12 punti di distacco. Dovessero diventare 15 a causa di una errata interpretazione del regolamento sul tesseramento di Scoppetta significherebbe mettere veramente la parola fine sul campionato.
Z&B non guardano ai fatti. Ascoltano voci inaffidabili. Rincorrono i pettegolezzi. Amano lasciare la loro traccia ai comunicati stampa. Annotazioni che sollevano sovente l’ilarità degli interlocutori. Avevano informato, tempo addietro, che la Lega di serie C aveva svincolato la fidejussione depositata a garanzia dello scorso campionato. Un loro collaboratore si era addirittura avventato su una dichiarazione priva di qualsiasi concreta realtà circa una maggiore, velleitaria disponibilità economica. Nella sostanza, però, quella fidejussione è tuttora, in parte consistente, trattenuta dagli uffici della Lega di Firenze.
Nelle more di ipotetiche trattative. Tutte da accertare nella loro concretezza. Inerenti la cessione delle quote sociali in loro possesso. Z&B hanno tenuto a precisare, sempre servendosi di un comunicato stampa, che la Taranto F.C. 1927 srl vanta un credito nei confronti della Lega calcio di serie C di 400mila euro. Ma quando mai! Ne esibissero le prove. Nella ripartizione della mutualità di sistema spettano ancora al Taranto circa 100mila euro. La metà da incassare alla fine del corrente anno solare, la rimanenza al 30 giugno del prossimo anno.
Dimenticano Z&B che nel calcio non si sa quello che non si fa. Le vertenze economiche intentate da Altobello, Stendardo e Maurantonio pesano come spade di Damocle sulle economie del club. L’inibizione alla signora Zelatore ed allo Slo, le sanzioni pecuniarie comminate a carico degli stessi e della Società, tracciano un solco su quello che sarà l’esito della controversia. Mai dimenticando una inconfutabile realtà. Non fosse intervenuta la professionalità dell’avvocato Eduardo Chiacchio, che ha imposto il patteggiamento, il Taranto avrebbe iniziato la stagione con 5 punti di penalizzazione.
Il Taranto è una scatola vuota di valori patrimoniali attivi. Gravano sul club debiti consistenti contratti con lo Stato. Rateizzazioni che vanno nel tempo. Che impongono il rispetto nel pagamento di imposte e contributi del presente e del passato. Il debito diluito negli anni rappresenta una aggravante, non potrà mai essere una giustificazione.
Coltivo una convinzione neanche tanto personale. Il Taranto, questo Taranto, non ha futuro. Convinzione convalidata dai comportamenti di Z&B. Entrambi assenti e contestati. Lo strappo insanabile con il territorio e con i tifosi. La carenza delle presenze allo stadio che fa precipitare la consistenza di cassa del club. L’allontanamento volontario e/o forzato di collaboratori, tecnici e calciatori. A Taranto, in questo Taranto, non vuol venire più nessun professionista che il sistema calcio riconosce tale.
I risultati li suggella il campo. Le economie le esprime la proprietà. Il Taranto che doveva spaccare l’universo annaspa nella pancia insignificante di un campionato che esprime la mediocrità più assoluta. Nessun imprenditore/investitore degno di tale nome, alla luce delle mediocri ultime gestioni della coppia Z&B, esprimerà mai la volontà di avvicinarsi al club. Domanda. Può accadere che il Taranto vada conseguentemente in mani di avventurieri? Per cortesia evitate a quella maglia questa ennesima umiliazione.