Taranto in terapia Cazzarò. Società venduta, ma quando mai?

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Z&B sono sempre sulla “carreggiata” opposta. Hanno trasformato il Taranto in una proprietà privata. Una polisportiva dilettantistica appunto. Un fatto padronale. Da un lato chiedono che la gente ritorni allo stadio, dall’altro contrastano la fede dei tifosi. Una utopia, in assoluto. Cominciassero allora a fare un esame di coscienza

Il Taranto di Michele Cazzarò vince meritatamente a Francavilla sul Sinni. La partita non ha storia. Il Taranto asfalta il modesto avversario mai in grado di impensierire i rossoblù. Troppo il divario dei valori in campo. I padroni di casa hanno giocato a tamburello per lunghi tratti della gara. Ancora (sugli scudi) e compagni hanno cercato di mettere in mostra buone trame di gioco. La pochezza dei lucani non permette di dare un giudizio definitivo, ma Cazzarò sembra aver fornito questa squadra di una identità. E’ auspicabile. Michele in cinque partite mette in carniere nove punti. Potrebbe però purtroppo perderne alcuni, per strada, a causa di gravi “distrazioni” societarie. Sarebbe imperdonabile.
Il Potenza che pareggia ad Aversa vanta dieci punti di vantaggio ed il Cerignola che fatica a vincere tra le mura amiche con la Turris è ancora avanti di sette lunghezze. Aumenta il rimpianto per il penoso avvio di campionato.
Di fronte alle tante carenze, che si evidenziano nella gestione della polisportiva dilettantistica Z&B, vittoria e classifica passano anche in questa occasione in secondo piano. Troppe le assurdità alle quali è dato assistere. Le decisioni di Z&B sono evidentemente il frutto dei consigli di una musa ispiratrice molto particolare. Di carattere ostile. Il distacco con la parte più calorosa del tifo si fa, giorno dopo giorno, più acuito. La decisione dei supporter di sostenere o meno la squadra, solo la squadra, riguarda tutt’altro argomento. L’indifferenza manifestata dal club nella volontà di non agevolare chi intendeva seguire la squadra in trasferta, nell’acquisto dei ticket, offre l’ennesima dimostrazione. Un comunicato dei rappresentanti della curva nord ha evidenziato come nessun addetto della società si sia attivato in loro favore. Una pena!
Cazzarò è rimasto con una rosa di giocatori misera dal punto di vista numerico. Può disporre soltanto di sette/otto giocatori in età di “over”, alcuni dei quali sono anche doppioni. Non tutti suono idonei per il palcoscenico dello Iacovone. Anche se Z&B ed i loro collaboratori tentano di nasconderlo alla platea, si sta assistendo al fuggi fuggi quotidiano dei calciatori. Le motivazioni risulterebbero le più disparate. Andrebbero dalla carente sistemazione logistica a quella economica (stipendi?). Nel mezzo ci sarebbe anche qualche comportamento non proprio rispondente all’etica professionale ed ai rapporti interpersonali con qualche addetto. Attenzione però, la prima vittoria in trasferta non tragga in inganno, pur nella pochezza tecnica che esprime il campionato, non tutte le squadre sono tanto mediocri come il Francavilla sul Sinni di questa stagione.
Alla luce dei comportamenti, la musa ispiratrice di Z&B deve essere all’oscuro della realtà. Altrimenti è folle. I suoi consigli sarebbero infatti sempre indirizzati nella direzione opposta alla ragione. Della trasparenza. Della coerenza. Z&B sono sempre sulla “carreggiata” opposta. Il loro intento rimane sempre quello di andare allo scontro. Con il mondo intero.
Hanno trasformato il Taranto in una proprietà privata. Una polisportiva dilettantistica appunto. Un fatto padronale. Da un lato chiedono che la gente ritorni allo stadio, dall’altro contrastano la fede dei tifosi. Una utopia, in assoluto. Cominciassero allora a fare un esame di coscienza.
Sulle tante “chiacchiere”, che vedono “assurdi” pretendenti presentarsi in via Minniti per acquisire le quote in possesso di Z&B, sarebbe opportuno fare alcune precisazioni. Mancini è un bluff. Giove un semplice uditore. Roselli vorrebbe, ma non trova idonei seguaci patrimoniali. Tilia risulterebbe pari a un carneade indesiderato, al pari di Cipriani, al duo. I proprietari di questa o quella catena di supermercati hanno tutti i loro problemi. Imprenditori del territorio barese che vengono a Taranto? Sembra di veder volare un “somaro”.
Con una doverosa precisazione. Prima di trasferire le quote sociali ad un terzo (un esterno) è norma, statutaria, rispettare il diritto di prelazione in capo ai soci attuali (trenta giorni?). Solo chi è già in possesso di quote avrebbe la possibilità, sempre per norma statutaria, di saltare quest’ultimo passaggio. Sarebbe come tentare di mordersi la coda. Ma poi. Scusate. Chi sarebbe quel “pazzo” che andrebbe dal notaio per acquistare il Taranto prima che sia approvato il bilancio dell’ultima stagione. Neanche il peggiore degli avventurieri. Z&B sono pertanto giunti a fine corsa? Riflettessero seriamente sulla necessità di portare i libri in tribunale. Se si vuole veramente salvare il Taranto!