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Venerdì, 17 Novembre 2017
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto. I sindacati incontrano i lavoratori in assemblea

Giove rispetti gli obblighi. Eviti che Z&B ritornino ad essere Penelope ed il suo Ulisse

Calci da Pro
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I risultati che stanno ottenendo Cazzarò ed i suoi ragazzi fanno passare in secondo piano, agli occhi dei tifosi, le vicende societarie. Le cinque vittorie consecutive raffreddano la contestazione. Le presenze allo stadio sono in lenta ma costante crescita. Sta tornando in molti la voglia di tornare ad esultare sui gradoni dello Iacovone. Al cuore non si comanda

Lo scorso 27 ottobre il Taranto F.C. 1927 dovrebbe essere passato nelle mani di Massimo Giove. Il condizionale è d’obbligo perché, nell’atto del notaio Daniela De Francesco, è scritto che sulla cessione da parte di Zelatore e Bongiovanni  esiste una costituzione di pegno sulle quote da loro trasferite.
Quell’atto recita che Massimo Giove entro la fine dell’anno corrente (31 dicembre)  deve prestare idonee e nuove garanzie che consentano di annullare, con il consenso dei creditori garantiti, quelle a suo tempo prestate a titolo personale dal fantastico duo.
Si tratta di depositare alla Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe un libretto a risparmio contenente 260mila euro. Di sostituire con altre, proprie, le garanzie per la fidejussione a prima richiesta di 350mila euro rilasciata dalla compagnia Argoglobal S.E (iscrizione canpionato Lega Pro 2016/17). Di fornire alla Banca di Credito San Marzano di San Giuseppe garanzie reali per 31mila euro (iscrizione campionato in corso). Di surrogare le garanzie rilasciate alla Allianz S.p.a. per ulteriori 31mila euro (utilizzo stadio comunale Erasmo Iacovone). Così, a prima vista, non sembrerebbero quisquiglie. Giusto attendere la risposta di Giove. Certo è che, nel momento in cui è stato sottoscritto l’atto, l’acquirente non è stato in grado di tacitare i cedenti Z&B. Nutrire dubbi sulla concreta realizzazione del “negozio” è lecito. Su quali basi si fonda il piano industriale del nuovo “patron”.
Le parti (Zelatore, Bongiovanni, Giove) hanno inoltre concordato(nell’atto di cessione delle quote) che una volta avvenuto l’adempimento di tutte le obbligazioni sopra indicate si provvederà alla cancellazione dei pegni elencati.
Diversamente, dall’uno gennaio 2018 e sino a quando Massimo Giove non si sarà messo in regola, Zelatore e Bongiovanni eserciteranno il loro diritto di voto, in assemblea ordinaria e straordinaria, in relazione alle rispettive quote di partecipazione costituite in pegno.
In bella sostanza cosa vuol dire quanto sopra. Sino al 31 dicembre prossimo Giove potrà fare e disporre del Taranto secondo le sue volontà. Da socio di maggioranza (presumibile). Successivamente a quella data, non provvedesse a rispettare gli impegni assunti, la gestione del club tornerebbe, materialmente, nelle mani del fantastico duo. Il tutto in funzione dei poteri di gestione in capo all’assemblea dei soci. Che sono sovrani. Zelatore tornerebbe a fare “Penelope” e Bongiovanni il suo “Ulisse”. Non sarebbe certamente una bella prospettiva.
Nel frattempo martedì 7 novembre, nel corso della assemblea ordinaria, appositamente convocata, il Consiglio di amministrazione in carica si presenterà dimissionario. Sarà nominato quello nuovo. Sarà ratificato il cambio della sede legale. Balza all’occhio, nell’ordine del giorno, che l’assemblea dei soci dovrebbe anche approvare la rinuncia(dei soci) all’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori uscenti: Zelatore, Bongiovanni, Pagano e Caracuta. Con l’esonero da qualsiasi responsabilità per l’operato (come amministratori del Taranto) degli stessi soggetti. Con rinuncia, ulteriore, all’azione per ottenere il pagamento di eventuali crediti.
Una situazione Kafkiana come si può ben comprendere. Z&B si vogliono tirar fuori da ogni responsabilità presente e futura. Come se la massa debitoria attuale (si aggirerebbe intorno al milione di euro) fosse lievitata per opera o per colpa di mani sconosciute. Giove queste situazioni le sta avallando. Non sembra giusto, ma non sta a noi giudicare. Il tempo come al solito sarà galantuomo!
I risultati che stanno ottenendo Cazzarò ed i suoi ragazzi fanno passare in secondo piano, agli occhi dei tifosi, le vicende societarie. Le cinque vittorie consecutive raffreddano la contestazione. Le presenze allo stadio sono in lenta ma costante crescita. Sta tornando in molti la voglia di tornare ad esultare sui gradoni dello Iacovone. Al cuore non si comanda.  Il campionato, come recita la classifica, risulta essere competenza, esclusiva, di sei squadre (Taranto incluso). Dispiace che la distanza dal Potenza rimanga inalterata. Quei dieci punti rappresentano un handicap notevole. Cavese, Cerignola ed Altamura hanno tutte fatto bottino pieno. Il Gravina poterà a casa i tre punti con una vittoria a tavolino. In definitiva non è cambiato nulla.
Domenica prossima un altro turno accessibile. Si può allungare la “striscia” positiva. Crederci non è peccato. Del resto il conto si “legge” dopo aver gustato il caffè. Sempre. Il “banchetto” è ancora all’antipasto ed il “pranzo” durerà ancora per molto. L’importante è non fare “indigestione”. Ma principalmente che Giove, nel rispetto degli “obblighi” assunti sappia dimostrare di non essere un “bluff”.