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Dom, Dic

La "fatal" Cava ferma la rincorsa. Giove si dedichi alla ricostruzione

La "fatal" Cava ferma la rincorsa. Giove si dedichi alla ricostruzione

Calci da Pro

Meglio accantonare per il momento le ambizioni di primato. Meglio vivere alla giornata. Partita dopo partita. Meglio, a livello societario, impegnarsi a risolvere altri problemi più impellenti. Senza farsi soverchie illusioni. Il 31 dicembre è già domani e sarebbe un vero peccato dover ritrovare il fantastico duo sotto l’albero di Natale

Il Taranto “stecca” la settima. Una prestazione sotto tono rispetto alle ultime uscite. Meno intensità, meno corsa, meno lucidità a livello generale. Alcuni giocatori hanno fatto il passo del gambero. Pera e Aleksic tra questi. I nuovi arrivati hanno dato segni evidenti di una condizione fisica approssimativa. Avevamo scritto che gli scontri diretti avrebbero deciso l’esito del campionato. Il campo lo sta ampiamente dimostrando. I rossoblù falliscono il primo obbiettivo proprio nella giornata in cui il Potenza viene bloccato in casa dal Gravina.
Meglio accantonare per il momento le ambizioni di primato. Meglio vivere alla giornata. Partita dopo partita. Meglio, a livello societario, impegnarsi a risolvere altri problemi più impellenti. Senza farsi soverchie illusioni. Il 31 dicembre è già domani e sarebbe un vero peccato dover ritrovare il fantastico duo sotto l’albero di Natale. La sconfitta è dolorosa, Cava de’ Tirreni rimane un ambiente estremamente ostico. Raffredda gli entusiasmi della tifoseria. La fiammella della speranza, riaccesa con le sei vittorie consecutive, rischia di affievolirsi. Un contraccolpo che potrebbe suggerire ai supporters “disertori” a rimanere ancora lontani dallo Iacovone. Chi sperava negli incassi, per riuscire a riequilibrare la differenza tra costi e ricavi, potrebbe rimanere con un palmo di naso.
In segnale negativo è giunto, indipendentemente dal risultato, proprio da Cava de’ Tirreni. Appena quaranta i tifosi che hanno seguito la squadra in Campania. Striscioni dei club ancora capovolti. Segno di un tiepido risveglio. Sintomo della volontà di comprendere la concretezza del Giove programma. Segnale di una contestazione non del tutto sopita, nonostante il cambio al vertice del club.
Al momento, peraltro, si evidenziano ancora alcune sbavature che alimentano quei dubbi. Il nuovo “patron” accetti un consiglio. Rallentata obbligatoriamente, per il momento, la rincorsa alla vetta della classifica, si adoperi per cercare di rimediarvi.  Al Simonetta Lamberti il Taranto non aveva in panchina il medico sportivo. Capitava già ai tempi del fantastico duo. Era una cattiva “consuetudine” che, dati alla mano, si verifica anche nell’attuale. Si obbietterà che tra i dilettanti il regolamento non lo impone. Bene. Una scusa che può essere valida per tutti, non per il Taranto. No per un club veramente organizzato e dalla tradizione sportiva come quella dei rossoblù. Il settore giovanile. Lamentano i ragazzi e le loro famiglie la carenza del materiale tecnico e dell’abbigliamento sportivo. Ci hanno inviato delle foto che documentano la situazione. A stagione inoltrata gli indumenti sono scarsi e per di più “stagionati”. Alcuni ragazzi non hanno ricevuto il borsone. Altri, con l’arrivo della stagione invernale, non hanno avuto in consegna il kit completo di tute e giacconi. Una situazione approssimativa che nuoce certamente all’immagine ed alla credibilità del club.
Giove, nel suo stesso interesse, è invitato a seguire di persona la “ricostruzione” del club. Partendo dalla base. Se è vero, come è vero, che il patrimonio più importante da coltivare è proprio il settore giovanile. Con una ristrutturazione che vede coinvolti uomini e strutture. Con un piano industriale consolidato. Con investimenti adeguati e mirati nel tempo.
Perché è un vero peccato che a nessun tarantino, nel presente, sia data la possibilità di indossare la maglia della prima squadra. Possibile che i giovani del territorio siano tutti “brocchi”?