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Mer, Ott

Il Taranto. C'è ancora molto da fare

Il Taranto. C'è ancora molto da fare

Calci da Pro

Non dubitiamo sulla volontà di Giove di voler sistemare le pendenze con Zelatore e Bongiovanni. Ha poi promesso che prima della ripresa delle ostilità (sportive) si presenterà ufficializzando i suoi programmi. Lo attendiamo fiduciosi. Ove decidesse di usare chiarezza e trasparenza saremo i primi a sostenerlo

Il Taranto passa in trasferta, a Torre del Greco, grazie a una prodezza balistica di D’Agostino (non una novità, per le riconosciute qualità tecniche dell’ultimo arrivato in casa rossoblù). Non è stata una bella partita. Due soli tiri in porta. Bel gioco, espresso in campo, veramente poco. Un “brodino” caldo che permette alla squadra, allenata da Cazzarò, di rimanere a tredici punti dalla vetta del classifica. Dove, con il successo sul Molfetta, si è nuovamente ricollocato il Potenza. Un “brodino” che ha fatto inevitabilmente ritornare la voce ai soliti noti. Ritornelli già sentiti. Coinvolgimenti che indispettiscono la tifoseria che non intende più giustificare errori, scelte e comportamenti assurdi come quelli del passato.
Si torna in campo dopo la Befana. Il girone d’andata del Taranto ridonda  di contraddizioni. Di “fallimenti” sportivi e tecnici. Gli attori che si sono alternati sulla scena sono tutti da bocciare. Dal fantastico duo (Z&B) alla pletora di calciatori che hanno recitato, senza infamia e senza lode, sul prato dello Iacovone. L’insediamento di Massimo Giove non ha “portato” migliorie radicali. Le aspettative sono andate deluse. Il club si dibatte ancora tra mille dubbi ed incertezze. Le poche esternazioni del nuovo “patron” ed i suoi comportamenti non aiutano, certamente, a comprendere.
La recente scesa in campo della (s)fondazione Taras ha ampliato le congetture, i timori, su una probabile poca affidabilità del progetto del nuovo presidente. Dicono a chiare note, i rappresentanti dei tifosi, di non avere fiducia nella persona di Massimo Giove. Contestano le sue decisioni, assunte senza informare il consiglio di amministrazione. Hanno deciso di ritirare i loro rappresentanti dalla governance del club. Verbalmente lo hanno “sfiduciato”. Irrevocabilmente. Resta da vedere se alle parole seguiranno i fatti con la presentazione delle dimissioni scritte.
La gestione Giove non ha migliorato i risultati. Tecnici, sportivi e finanziari. Il distacco dalle prime è rimasto invariato. Non ha riavvicinato i tifosi alla Società. Lo Iacovone è rimasto una cattedrale nel deserto in un silenzio tombale. Dove i pochi spettatori della gradinata possono confrontarsi verbalmente, con quelli della tribuna, senza mettersi ad urlare. Una vera desolazione.
Durante la sosta Cazzarò avrà modo di lavorare su un gruppo rimodulato. Rimangono tanti doppioni (Galdean, Marsili e Gori hanno tutti le stesse caratteristiche). Altri non godono di una condizioni fisica accettabile. Tra i tanti, nuovi arrivati, l’unico che si eleva per qualità tecniche è D’Agostino, con i limiti caratteriali che ne hanno frenato l’ascesa in carriera. Un giocatore con il suo talento meriterebbe ben altri palcoscenici. La squadra rimane una incompiuta. Il “brodino” di Torre non deve trarre in inganno né illudere.
Nel corso delle prossime due settimane il nuovo “patron” metterà a punto la situazione con i soci uscenti. Entro il 31 decembre prossimo libererà le quote del Taranto dal pegno costituito. Non dubitiamo sulla volontà di Giove di voler sistemare le pendenze con Zelatore e Bongiovanni. Ha poi promesso che prima della ripresa delle ostilità (sportive) si presenterà ufficializzando i suoi programmi. Lo attendiamo fiduciosi. Ove decidesse di usare chiarezza e trasparenza saremo i primi a sostenerlo.
Discorso a parte merita il settore giovanile. Una situazione insostenibile. Fatta di accuse e di maldicenze. Alimentata anche da addetti ed ex. Circolano, sui social, messaggi (peraltro sgrammaticati) che si sarebbero scambiati l’attuale direttore sportivo e l’ex responsabile tecnico (ne abbiamo le prove). Frasi che in ogni caso, vere o non vere, risultano deleterie per l’immagine della Società. In quel contesto si scrive di denaro (sponsorizzazioni) e di scelte umane che non rispetterebbero la meritocrazia. Non rispetterebbero il valore dei ragazzi. Si asserisce anche che, se qualcuno portasse nelle casse del club “ics” mila euro, potrebbe “comperarsi” la poltrona da direttore. Fatti che si commentano da soli e di uno squallore indescrivibile.
Il buon Massimo queste cose le deve conoscere, le deve sapere e le deve “combattere”. Nel suo interesse e per l’immagine del Taranto. Altro che “tutto va bene madama la marchesa”!