Breaking news
Martedì, 23 Gennaio 2018
Pregiudicata tarantina finisce in carcere. Ha violato per venticinque volte le prescrizioni imposte dalla misura alternativa

Parla Pellegrino: "Un privilegio essere qui"

Calci da Pro
Typography

"So che al minimo errore scattano le critiche, ma qui tutti siamo al massimo della concentrazione per far tornare il pubblico allo stadio, con i nostri risultati"

Paolo Pellegrino, diciannovenne cosentino, di professione portiere, si concede al proprio turno settimanale di interviste con un timore che non ti aspetti se paragonato alla personalità che si è abituati ad individuare in lui quando è all’opera a difesa dei pali del Taranto.
“A Taranto ho imparato che quando sono in campo devo solo pensare ad essere concentrato e fare al massimo il mio dovere. Qui siamo in una piazza che conosce il Calcio ed al minimo errore devo attendermi delle critiche, e quindi faccio di tutto per evitarle ed ottenere più complimenti che rimbrotti”.
Siete alla vigilia di una serie di partite di vertice tra le quali vi troverete di fronte Altamura e Cerignola che all’andata vi hanno messo sotto.
“In realtà l’Altamura all’andata ci sorprese. Forse inconsciamente pensavamo ad un impegno meno difficile, ma loro furono bravi a rimontare lo svantaggio iniziale, con una partita di sacrificio. Al ritorno noi siamo molto diversi ed io, sempre rispettando gli avversari di turno, ho delle sensazioni positive. Con il Cerignola partimmo male con quel gol a freddo che rese la vita difficile ai miei compagni (Pellegrino era in panchina, come anche ad Altamura, ndr)”.
Cosa è cambiato per te nel passaggio dalla Palmese al Taranto?
“La maglia rossoblù è decisamente più “pesante”. Qui la mia parola d’ordine è “concentrazione”, ma con questo gruppo di compagni io mi sento tutelato e mi rendo conto che essere qui per me rappresenta un grande privilegio”.
Che effetto fa parare tra i pali sotto la curva nord dello Iacovone?
“E’ bellissimo, ma io spero che quella curva torni a riempirsi come l’ho ammirata in tante immagini che ho visto in TV e su vecchie foto. Tutta la squadra sta dando il massimo perché tutti noi sappiamo che solo con i risultati riusciremo a far tornare il grande pubblico a sostenerci”.
Che tipo di rapporto hai instaurato con lo staff tecnico ed in particolare con il tuo preparatore Raffaele Cataldi?
“Il mister Cazzarò è persona concreta e sensibile. Non ha bisogno di tanti giri di parole per farci lavorare sodo, ma in serenità. Se devo poi parlare del mister dei portieri, direi che addirittura lo adoro. Mi piace la sua puntigliosità nel preparare ogni partita in modo diverso, tenendo conto anche delle diverse caratteristiche dei calciatori avversari. Studiamo i calci di rigore e valutiamo ogni tipo di pericolo che può venire dagli schemi degli altri. Mi sollecita anche sui metodi di comunicazione con i compagni di reparto ed a questo proposito devo riconoscere che il mio compito è molto facilitato per l’esperienza che Miale e Rosanìa mettono a mia disposizione, per il bene della squadra”.