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Mer, Ott

PARLA CAZZARO': troppe critiche, meglio il silenzio

PARLA CAZZARO': troppe critiche, meglio il silenzio

Calci da Pro

L'allenatore ha motivato il suo lungo silenzio legato a contrasti con la stampa locale, a suo dire sempre prodiga di critiche anche non pertinenti. Il Capitano Miale: "Vi siete adeguati alla categoria. Stampa di Serie D, poco obiettiva"

L’allenatore del Taranto ha ripreso a parlare. Dopo una lontananza da taccuini e microfoni durata per lo spazio di nove partite, sosta natalizia compresa, Michele Cazzarò è tornato in sala stampa nella settimana di preparazione alla partita interna contro il Francavilla in Sinni. In fase di premessa ci piace sottolineare come la proprietà, anche di fronte a solleciti che sono venuti da più parti, abbia mediato con il tecnico per risolvere una questione che non stava tanto nella oggettiva assenza di risposte a domande che, vivaddio, a livello di giornalismo sportivo, non hanno mai avuto il potere di risolvere annose questioni esistenziali, ma nel rispetto dei rispettivi compiti istituzionali. Ciò detto, Michele Cazzarò in apertura, ha spiegato di aver rinunciato a sottoporsi alle conferenze stampa non avendo gradito il modus operandi e…scrivendi della stampa locale, sempre “generosa” nelle critiche, anche per futili motivi. Personalmente ne prendiamo atto e visto che a Taranto si vive una realtà calcistica dove, oltretutto, anche molti tifosi hanno sostituito se stessi al ruolo dei giornalisti, delegittimandoli dei propri titoli e del proprio diritto di critica e di cronaca, utilizzando indebitamente tastiere e social per dire la propria, etichettando contemporaneamente la classe giornalistica come un manipolo di gufi a prescindere, vogliamo agevolare chi, come Michele Cazzarò, preferisce non leggere critiche, scegliendo per il proseguo del campionato di evadere al termine di ogni partita inutili, asettici, impersonali e stucchevoli elenchi di azioni, minutaggi, sostituzioni e risultati finali, pur di non offuscare rapporti e amicizie che anche con lo stesso allenatore e come con tanti altri calciatori e dirigenti del Taranto, abbiamo creato in 34 anni di onorata carriera. Se serve alla tranquillità della squadra, impegnata a raggiungere il massimo risultato in un campionato che di certo finirà bene, ma iniziato con un grave peccato originale, conclusosi a dicembre con una rivoluzione tecnica apocalittica, siamo disposti anche a questo. Così fan tutti e tutto va bene.
Nella stessa conferenza stampa, che abbiamo seguito in diretta su Facebook, il capitano Claudio Miale che non le ha mandate a dire avendo anch’egli come obiettivo la categoria dei giornalisti: “Ci trattate come dilettanti, manca l’obiettività perché chi scrive si adatta alla categoria”. Essendo il difensore persona molto intelligente, ci ha fatto piacere che almeno non abbia stretto ogni erba in un singolo fascio, ma ha nominato espressamente le testate giornalistiche alle quali si riferiva. Non siamo noi tenuti a sottoscrivere o giudicare, ma sparare nel mucchio provoca sempre feriti innocenti. Dal punto di vista tecnico Miale ha presentato il prossimo impegno casalingo contro il Francavilla in Sinni come una gara da temere, perché i rossoblù affronteranno una realtà consolidata in Serie D, che vanta protagonisti ed un allenatore come il simpatico Ranko Lazic, molto accorsati.
Per quanto concerne il suo futuro nel Taranto della prossima stagione il grottagliese ha tenuto a precisare che di fronte a regole che parlano di rapporti contrattuali non superiori ad un anno, anch’egli attenderà la fine della stagione per affrontare discorsi successivi relativi alla sua permanenza in riva allo Jonio.