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Lun, Dic

Taranto, finale-no, ma il ripescaggio non c'entra

Taranto, finale-no, ma il ripescaggio non c'entra

Calci da Pro

In attesa del regolamento il Taranto deve sottoporsi ad un'attenta analisi interna. Serena e libera da influenze esterne di ogni genere. Con il giusto equilibrio e aperti a valori di competenza da aggiungere. Finisce una stagione in chiaroscuro, ma ci sono i presupposti per fare meglio

Il Taranto dell’ultima stagionale non raccoglie punti e consensi nella inutile finale playoff di girone. Quelli di Serie D, infatti, è risaputo, sono i più inutili del calcio italiano, visto che al massimo, potrebbero agevolare un diritto di accesso al titolo sportivo superiore, ma solo a titolo oneroso. Insomma, non è sufficiente vincere ma avere anche 300mila € cash da versare alla causa, e, cosa più importante, in caso di difficoltà a reperire società portatrici sane di licenze UEFA nazionali, il fattore CASH supererebbe abbondantemente il fattore CAMPO.
Detto questo, ma non certo per sminuire la maggior forza e tutti i meriti sportivi acquisiti di fatto sul campo del “Simonetta Lamberti” dai falchetti di Leonardo Bitetto, le eventuali discussioni post-gara in casa rossoblù dovrebbero concentrarsi su cosa è stata la stagione appena finita e su cosa, invece, ha di nuovo inciampato a livello manageriale, per non essere riusciti, per l’ennesimo anno agonistico, ad arrivare primi, aggiungendo numeri freschi alle stucchevoli statistiche di Serie D con tanti secondi, terzi e quarti posti. Inutili. Inutili, fors’anche come la gara di ieri, la cui vera vincitrice si conoscerà al termine del tormentato iter politico-burocratico che si aprirà con la solita attesa del regolamento sui ripescaggi in vista della stagione 2018-2019. A proposito di regolamento in itinere, stante anche l’inaffidabile situazione che vede la FIGC attualmente commissariata, quindi soggetta al serio rischio di emanare regole, scritte da personaggi incompetenti, è giusto ricordare che oltre alle entità sportive “naturali” che faranno parte del novero delle pretendenti, ovvero le retrocesse dalla Serie C e le non vincenti della Serie D, potrebbero entrare in scena, con copioni da protagoniste, le fatidiche seconde squadre, imposte dalla FIGC commissariata e bloccata, per ora, solo dal ricorso giudiziario annunciato dalla Lega di Serie B, per voce del suo presidente Mauro Balata, con apposito comunicato ufficiale. Per programmare la prossima stagione l’attuale management dovrà soprattutto avere la forza di fare scelte decise al proprio interno e dichiararsi pubblicamente responsabili delle stesse, nel bene e nel male. Ci riferiamo a quanto è avvenuto nei mesi scorsi in riferimento a qualche scelta populista che, meglio ponderata e diversamente assunta con un maggior grado di autonomia decisionale, scevra da suggestive vox populi, non avrebbe certo garantito una vittoria certa, ma non avrebbe neanche messo sulla graticola persone che, dati alla mano, sono tornate o sarebbero tornate utili alla causa. Ad esempio quando si parla di una squadra fortissima (meglio forte, senza esagerare), alla quale basterebbero pochi innesti per fare meglio (anche questa una valutazione da ponderare meglio), sarebbe il caso di ricordare che questa squadra l’ha costruita un certo Luigi Volume, al quale si potrebbe contestare qualche atteggiamento sopra le righe, ma non certo la qualità dei calciatori che abbiamo visto giocare a Taranto, compreso “quel” Manuel Pera che lontano da Taranto ha realizzato in mezza stagione 19 reti in 14 partite in una squadra con la mission salvezza, quindi meno competitiva del Taranto a suo tempo abbandonato per mancanza di serenità economica e mentale. Quel Luigi Volume che è riuscito a cogliere l’occasione di Stefano D’Agostino in rotta con il Campobasso, portato a Taranto dopo aver soddisfatto le sue esigenze venute meno in Molise. Quel Luigi Volume allontanato dal Taranto con gran dispiacere, sacrificato alla causa, al pari di un altro dirigente con altissime competenze a livello federale, ma entrambi invisi ad una parte ridotta numericamente, ma invasivamente convincente al punto di essere stata accontentata in tutto e per tutto, salvo poi non raccogliere i risultati sportivi sperati. Perché un conto è giocare a comandare da fuori, tutt’altra cosa è lavorare sette giorni su sette per gestire una società sportiva che prima di arrivare alla partita domenicale ha mille e mille e ancora mille aspetti organizzativi, gestionali ed economici da curare e per questo ha bisogno di volontari, ma soprattutto di persone “di calcio”, con una perfetta conoscenza dei comportamenti interni allo spogliatoio e di tutte le regole non scritte, sacrosante per mettere in condizioni ideali di rendimento staff e calciatori. Anche quest’anno il Taranto è morto sportivamente. Viva il Taranto. Quello che verrà. Con Giove e Montella uomini liberi di decidere e di sbagliare da soli. E poi chi li amerà potrà seguirli. Tutti gli altri a litigare davanti alla TV per il calcio minore di Serie A, a decidere se la Juve le partite le vince o le ruba e se Sarri è un bravo allenatore e se fosse stato utile sculacciare Balotelli da piccolo, anche con la pelle bianca.
FINALE PLAYOFF GIRONE H – CAVESE-TARANTO 3-1
Reti: pt 32’ Favasuli CA; st 30’ Fella CA, 33’ D’Agostino rig. TA, 42’ Fabbro CA.

CAVESE (3-4-3): 1 Blanchard ’98; 2 Carotenuto ’98 (32’st 13 Frezzi ’98), 5 Lame ’98, 6 Fabbro; 11 Massimo (39’st 16 Logoluso ’97), 4 Manzo, 8 Favasuli, 3 Marino ’99; 7 Oggiano (44’st 14 Gorzegno), 9 Martiniello, 10 Fella.
N.e.: 12 Apicella, 15 Senatore, 17 Mincione, 18 De Angelis, 19 Girardi, 20 De Rosa.
All. Leonardo Bitetto.

TARANTO (4-3-1-2): 1 Pellegrino ’98; 13 Bilotta ’99, 21 Miale, 16 Rosanìa (31’st 2 Corbier ’99), 97 Li Gotti ’97; 18 Marsili, 89 Galdean (17’st 94 Favetta), 15 Lorefice ’98 (24’st 27 Palumbo ’98); 9 Diakité, 10 Ancora.
N.e.: 99 Pizzaleo, 3 Cacciola, 5 D’Angelo, 6 Giannotta, 11 Gori, 93 Capua.
All. Michele Cazzarò.

AE: Riccardo Pelagatti, Livorno LI.
A1: Davide Stringini, Avezzano AQ.
A2: Antonio Pizzi, Termoli CB.

NOTE: Spettatori 2500 circa. Divieto di ingresso ai residenti in Puglia. Prima della gara le due società in accordo hanno onorato la memoria di Mauro Santoro, tifoso del Taranto residente a Cava de’ Tirreni e Angelo Raffaele Fuggiano, operaio dell’indotto ILVA di Taranto, caduto sul lavoro nei giorni scorsi.
Ammoniti: Manzo, Lame, Oggiano, Massimo CA; Bilotta, Ancora, Palumbo TA.
Calci d’angolo: 4-3.
Recupero: pt 1’, st 5’.


Nella foto di Giorgia Cannella un intervento di Paolo Pellegrino, tra i migliori in campo a Cava