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Lun, Nov

Mercato del Taranto in pieno fermento

Mercato del Taranto in pieno fermento

Calci da Pro

Tra le conferme spicca quella di D'Agostino, a furor di popolo. Nuovi arrivi dalla Cavese. Diakité e Favetta out. Molti giovani tarantini andranno in ritiro, anche se collocarli in prima squadra non sarà conciliabile con il progetto a vincere. Questioni di "piazza"

Se è vero che la finale playout di girone contro la Cavese ha segnato il termine ufficiale della stagione si può altrettanto dire che il Taranto, come anche diverse altre società interessate a fare bene, non ha tracciato un solco tra una stagione e l’altra. Vacanze saltate o almeno rimandate per il presidente Giove ed il direttore tuttofare Montella che hanno deciso di non attendere l’istituzionale 1 luglio per dare slancio alla campagna trasferimenti. Vero è che, per convenzione, si dice che le squadre forti si “fanno” nell’aprile precedente e comunque, considerando che tutti i movimenti annunciati si concretizzeranno federalmente fra quindici giorni, si può azzardare un punto della situazione sull’avanzamento dei lavori atti a mettere a disposizione del riconfermato Michele Cazzarò una squadra puntellata e migliorata rispetto a quella che ha dovuto cedere al predominio del Potenza e della Cavese, classificandosi, al termine dei playoff, al terzo posto nel girone H.

PORTA
Tra i pali le uniche certezze al momento si chiamano Alessandro RUSSO ’00 e Antonio OLIVA ’00. Le speranze di riportare a Taranto l’ottimo Paolo Pellegrino sono vive ma non giustificate da aspetti meramente tecnici, nel senso che intanto il ragazzo ad oggi non è più un giovane di serie ma un professionista e quindi c’è da verificare la disponibilità del Cosenza a favorire il Taranto nel trovare l’accordo economico, alla luce anche del fatto che tra poche ore il Cosenza potrebbe anche divenire una società di Serie B. Pierluca Pizzaleo ’97 non dovrebbe rientrare nei piani, un po’ perché deve fare i conti con la sua carta d’identità ed anche perché a questo punto della sua crescita tecnica meriterebbe ruoli primari in società di categoria inferiore pronte ad affidargli incarichi di responsabilità.

DIFESA
Confermatissimo il capitano Claudio MIALE ’82, al quale si è aggiunto l’altro esperto Salvatore D’ALTERIO ’80. Praticamente già lontani da Taranto Daniele Rosania, Francesco D’Angelo, Andrea Bilotta, Gabriele Cacciola, Francesco Li Gotti. In rientro dal prestito, ma con poche chance di restare, Simone Milizia, rientrante dal Latina e Battista che ha vinto l’Eccellenza a Locri. Qualche possibilità la si dovrà concedere a Carmine SGAMBATI ’98, ragazzo dalle buone potenzialità, inespresse per il grave infortunio che, di fatto, gli hanno fatto saltare una stagione intera, mentre Vito RUSSO ’98, farà parte della comitiva a Camigliatello, di rientro da una stagione che lo ha visto inserito nel gruppo vincente del Potenza. La sua permanenza dipenderà dal minutaggio che il ragazzo vorrà legittimamente ritagliarsi nel prossimo contesto annuale. Ma il suo destino è legato a doppio nodo a Pellegrino. Se il portiere dovesse rimanere a Taranto occuperebbe per l’intera stagione la casella destinata ai “1998”, e a quel punto tutti gli altri coetanei potrebbero essere utilizzati in “modalità over”. Se, invece, si opterà per una new entry a difesa dei pali, prendendo in considerazione un 1999 o meglio ancora, un 2000, la truppa dei 1998 potrebbe essere disegnata con più capienza numerica tra centrocampisti e difensori. Va configurandosi anche, a rigor di logica, una staffetta tra Antonio Boccadamo ’99 ed il gemello, di ruolo e di fatto, Stefano. Per loro potrebbe configurarsi uno scambio di situazioni, con Antonio rientrante da Imola e Stefano inviato a cercare minutaggio in qualche accattivante realtà della Serie D (Rotonda?). Sulla stessa fascia destra ha buone possibilità di riconferma Tidjane CORBIER ’99 fin qui apparso più propenso ad un ruolo di esterno di centrocampo che come difensore puro. Nelle stesse condizioni di Vito Russo si trova Alessio Giannotta, che nel rientro a casa dal Gladiator ci ha rimesso in minutaggio.

CENTROCAMPO
La parte nevralgica del campo sarà ancora presidiata dal leader Max MARSILI ’87 che avrà le chiavi del reparto, supportato da Mauro GORI ’92 e probabilmente da Oscar Eugenio LOREFICE ’98 che, dopo la stagione appena trascorsa, avrebbe diritto ad una riconferma, che sia da under o da over. Riconferma che non ci sarà per scelta unilaterale dei calciatori, in cerca di maglie da titolare, per Vittorio Palumbo e Giuseppe Capua, abituati, specialmente il secondo, a non aver mai avuto ruoli da comprimario. Dato per scontato l’addio sofferto ma giustificato di Marian Galdean, appare molto vicino l’accordo con Stefano Manzo, anch’egli uomo consigliato da Raffaele Sergio, in grado di spostare alcuni suoi uomini fidati da una squadra all’altra, favorendo il suo amico fraterno Gino Montella. Manzo si raffigura come calciatore con mentalità più gregaria rispetto all’indole da leader del rumeno in partenza, con riferimento alla serie innumerevole di volte in cui il geometra del centrocampo ha dovuto accettare (subire ?) le sostituzioni tattiche di Cazzarò. D’altro canto Manzo offre maggiori garanzie come incontrista, anche se fa un po’ temere la sua attitudine al cartellino giallo, avendone collezionati con la Cavese ben 13 solo in regular season. Ci sta l’interpretazione del ruolo, ma è un aspetto sul quale si deve lavorare. Ininfluente sarà la prossima posizione di Francesco QUERO ’98 che lo scorso hanno si è visto solo nei torelli dell’intervallo e si attendono impegni meno facili per apprezzarne le sue eventuali doti.

ESTERNI OFFENSIVI E TREQUARTISTI
Qui sono annidate le migliori risorse umane fin qui confermate o giunte da poco in riva allo Ionio. Qualità infinita e maturità acquisita non fanno difetto nei vari Cristiano ANCORA ’85 confermato per meriti acquisiti, a furor di popolo, Fabio OGGIANO ’87 pochi gol ma buona confidenza con la linea di fondo, Pietro TRIPOLI ’87. Non dovrebbero essere confermati Michele Portoghese, Kavin Giorgio ed il rientrante Madalin Tandara, per lo scarso utilizzo che i classe 1998 potrebbero avere nel prossimo campionato. Per il ruolo di attaccante duttile la conferma di Stefano D’AGOSTINO ’92 è da sottolineare come uno dei principali obiettivi raggiunti dal management tarantino. Il ragazzo tra i Due Mari sembra abbia trovato le condizioni ideali per esprimersi al meglio e di questo si avvantaggerà anche il gruppo.

ATTACCANTI
E’ il reparto nel quale ci sono al momento le maggiori incognite. Intanto perché sia Diakité che Favetta, sono stati immessi sul mercato e, non essendo in regime di art. 108, lasceranno Taranto solo a fronte di un indennizzo a carico degli acquirenti. Denari che dovranno contribuire ad individuare e tesserare una/due punte centrali di grido e soprattutto abituati a fornire messi di gol utili alla causa.

COSA MANCA
A conti fatti la lista della spesa dovrebbe comprendere: due portieri, entrambi 1998 o in alternativa, più piccoli, ma sempre coetanei, a meno che non si cambi rotta, ma l’ipotesi di un portiere over non appare cosa prevista. Tra difesa e centrocampo bisogna raggiungere al minimo otto esterni “immatricolati” 1999 e 2000, possibilmente già scafati in qualche campionato “ignorante” di Serie D o Eccellenza, tenendo lontani gentiluomini armati di fioretto provenienti dalla bambagia della Berretti e della Primavera. In ritiro sarà data una possibilità di valutazione ad alcuni virgulti del settore giovanile, tra i quali Cardea, Gatto, Rizzo, Palumbo, Patronelli e Mingolla, pur sapendo che in un progetto a vincere ed in una piazza così fortemente critica lo spazio per gli esperimenti indigeni è sempre stata sbandierata in teoria, ma mai messa in pratica (e qui c’entra la “piazza” e non la società). Due ricambi over di buona caratura in difesa. Tre ricambi over fisiologici, uno per caratteristica, a centrocampo e la coppia di bomber centrali over. Insomma è bene che si sia partiti in anticipo, rispetto all’apertura delle liste, poiché il lavoro della Società è tanto ed è anche complicato. Non ci resta che…attendere, augurando il meglio ai volenterosi uomini di mercato rossoblù, anche per comprendere su che tipo di modulo o di moduli si sta lavorando nella costruzione della squadra. Da lì ogni valutazione dall’esterno resta in sospeso, perché è chiaro che tutto dipende da come si vuole disegnare la squadra in campo.

IL DIRETTORE SPORTIVO
E’ una figura sulla quale chi di dovere non si è espresso con chiarezza. Vale la pena dire che una volta finito il mercato il direttore sportivo entra nella fase più importante del suo lavoro. Quella di essere l’interfaccia dello staff tecnico nella valutazione dell’operato e nello studio di tutte le vicende del campo. Ruolo che ragionevolmente non potrà essere affidato al già citato Raffaele Sergio che una volta conclusa la sua amichevole collaborazione nell’avvicinare al Taranto gli ex cavesi, match analyst compreso e dopo aver segnalato qualche buona individualità under, avrà difficoltà e soprattutto legittime perplessità a lasciare un incarico importante, gratificante e remunerativo come quello che attualmente lo lega all’Avellino.
Senza un quotidiano confronto con una controparte lucida e discernente l’allenatore non avrà mai contezza dei suoi meriti o delle cose da migliorare in corso d’opera.
Così fan tutti e nel Calcio le rivoluzioni copernicane non hanno mai pagato.