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Dom, Mag

Punto e a capo

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Calci da Pro

Finisce due a due la sfida tra Taranto e Altamura. Risultato nel complesso giusto che di fatto rallenta la corsa degli jonici al primo posto, ma non incide sulla classifica

Finisce due a due la sfida tra Taranto e Altamura. Risultato nel complesso giusto che di fatto rallenta la corsa degli jonici al primo posto, ma non incide sulla classifica in virtù del mezzo passo falso della capolista Picerno, bloccato sull’uno a uno dalla Gelbison, ma soprattutto del tonfo esterno del Cerignola caduto al “Curlo” di Fasano. Gli uomini di Panarelli passano in vantaggio per due volte, ed altrettante volte si lasciano rimontare, complice anche (e non soltanto) l’espulsione di Bova, giunta un minuto prima dell’autorete di Pelliccia.

Il turno infrasettimanale non sconvolge le idee di Panarelli che spedisce sul rettangolo di gioco ben nove undicesimi della formazione vista all’opera contro il Gravina. Le uniche novità recano i nomi di Carullo, rispedito in fascia dopo l’interregno di Ferrara, e di Manzo rientrato dalla squalifica e subito lanciato nella mischia in luogo di Emiliano Massimo. Il tecnico jonico quindi confermando Bonavolontà in cabina di regia, opta ancora per un reparto avanzato tutto “over” formato dall’ex Di Senso, Oggiano, Favetta e D’Agostino.

PRIMO TEMPO La canonica fase di studio non pare galleggiare nelle intenzioni delle due compagini che sin da subito si sfidano a viso aperto, dando vita ad una sfida piacevole sotto il punto di vista del ritmo e delle emozioni. La prima, è targata Taranto e giunge dopo appena quattro primi di gioco. Il protagonista nemmeno a dirlo è lo stesso che aveva sbloccato la gara fantasma di Fasano, ovvero Dario Bova che sugli sviluppi di un calcio di punizione centra la traversa, graziando Scarano. I padroni di casa non stanno a guardare e provano seppur a fatica ad imbastire azioni degne di nota. Al 22’ però sale in cattedra l’ex Sebastian Di Senso, che servito da Favetta, lavora una gran palla sull’out di destra e mette al centro dove il pallone balla tra il centravanti ex Sarnese e Stefano D’Agostino, con quest’ultimo più rapido nell’inserirsi. Tocco delicato di testa e Taranto in vantaggio.

Servono solo sette minuti per annotare la replica dell’Altamura con Palazzo che sugli sviluppi di un calcio di punizione, stoppa spalle alla porta, si gira all’altezza del limite e spara lasciando però a desiderare in quanto a precisione.

La verve degli avanti biancorossi crea qualche apprensione alla linea difensiva di Panarelli che al 35’ capitola. La rete porta la firma del numero nove biancorosso Tedesco, il più pericoloso tra i suoi, che da due passi fredda Cavalli sfruttando nell’ordine un pregevole suggerimento volante di Palazzo, ed una rivedibile uscita del numero dodici tarantino.

La gara sfila via scorrevole sino al minuto quarantadue quando tocca al solito Favetta imprimere il proprio marchio. Ancora una volta il “pensiero stupendo” nasce dalla fascia destra, ma questa volta a confezionarlo non è il piedino educato di Di Senso, ma quello meno nobile di Salvatore Pelliccia (secondo assist in due partite per lui, ndr) che pesca nel cuore dell’area il bomber di Ponticelli, lesto ad eludere la marcatura di Ferrante e beffare Scarano proteso in uscita, per il due a uno con il quale si va al riposo.

SECONDO TEMPO Non ci sono novità nei due schieramenti che riconquistano il green del “Tonino D’Angelo”. La ripresa però, pare non appartenere alla stessa partita andata in scena nel primo tempo. I ritmi calano ed eccezion fatta per una bordata di Guadalupi, neutralizzata da Cavalli, si fa’ fatica ad utilizzare il taccuino per segnarci qualcosa di rilevante. A metà della ripresa al via il consueto valzer di sostituzioni con Massimo e Ferrara che vanno a sostituire Bonavolintà ed Oggiano.  In casa barese invece tocca a Vaccaro dare il cambio a Ziello. Nessun sussulto particolare con i padroni di casa che nel complesso si lasciano preferire e in maniera incostante pigiano sull’acceleratore nel tentativo di riacciuffare per i capelli la contesa, senza però dare realmente l’idea di poterci riuscire per davvero.

Il quadro cambia radicalmente quando al 76’ Bova, reo d’aver stoppato fallosamente la ripartenza murgiana, si becca il secondo giallo e finisce anzitempo sotto la doccia. Sul susseguente calcio franco, Guadalupi calcia teso, la dea bendata pone sulla traiettoria dell’ex Brindisi il buon Pelliccia che devia la sfera quel tanto che basta per mandare fuori giri Cavalli e consentire quindi il pari dei padroni di casa.

Il sopraggiunto pareggio, sommato al vantaggio numerico scuote oltremodo gli uomini di Dibenedetto che all’83’ vanno a dieci centimetri dal gol del sorpasso grazie ad una magistrale torsione del sempre attivo Palazzo. È l’ultima fiammata di Montemurro e soci, che nei minuti finali rischiano grosso prima sul calcio di punizione di Mauro Gori, deviato con la punta delle dita da Scarano, ma sopratutto con l’occasione capitata a Massimo che al minuto 91, da meno di un metro non sfrutta di testa mettendo clamorosamente al lato.

ALTAMURA-TARANTO 2-2

22’ D’Agostino (T), 35’ Tedesco (TA), 42’ Favetta (T), 78’ Guadalupi (TA)

TEAM ALTAMURA: Scarano, Ferrante, Caldore, Montemurro, Catalano, N. Dibenedetto, Clemente, Ziello (68’ Vacccaro), Tedesco, Guadalupi, Palazzo. Panchina: Volzone, Errico, Gonzalez, Dellino, Portoghese, Amendola, Gagliardi, Tozzi. All. Gianmarco Dibenedetto.

TARANTO 4231: Cavalli; Pelliccia (85’ Guadagno), Bova, Lanzolla, Carullo; Manzo, Bonavolontà (55’ Ferrara); Di Senso, D’Agostino (78’ Miale), Oggiano (55’ Massimo); Favetta. Panchina: Martinese, Gori, Ancora, Squerzanti, Salatino. All. Panarelli.

Arbitro: Marco Emmanuele di Pisa. Assistenti: Gigi Ravera di Lodi e Roberto Allocco di Bra.

Ammoniti: Guadalupi, Caldore, Dibenedetto, Clemente  (TA); Bova, Pelliccia (T).

Espulso: Bova (T) al 76’ per doppia ammonizione. Dibenedetto allenatore Altamura.