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Gio, Gen

Ad maiora, Taranto!

Ad maiora, Taranto!

Calci da Pro

Terzi. Così recita la classifica che priva di numeri, detto senza giri di parole non piace a nessuno. Scontenta la presidenza che sotto l’albero, al di là delle dichiarazioni di facciata avrebbe voluto trovarci il primato...

Si è scavallato. Volendo essere più chiari abbiamo già girato, e la prima boa, quella che indica la metà del percorso ce la siamo lasciata or ora alle spalle. Terzi. Così recita la classifica che priva di numeri, detto senza giri di parole non piace a nessuno. Scontenta la presidenza che sotto l’albero, al di là delle dichiarazioni di facciata avrebbe voluto trovarci il primato, fa venire il muso lungo alla piazza che non sorride e testa bassa continua col mantra che “pretende la promozione”, e se vogliamo non piace soprattutto ai calciatori costretti a vivere sottopressione una rincorsa che ha un solo epilogo a disposizione. Tant’è. Non è zucchero, e su questo non ci piove ma se vogliamo non è nemmeno carbone. Perché il gradino più basso del podio alle spalle del Picerno, clamorosamente capolista e dell’annunciato Cerignola poi così sconcio non è se si analizzano i freddi numeri. La matematica spicciola dice sibillina che sono sei i punti da recuperare alla battistrada, e se da un lato pare inoppugnabile la tesi riesumata ciclicamente che “meritiamo di più” e che visto il livellamento verso il basso di questo campionato, avremmo dovuto recitare la parte del “Potenza dell’anno scorso” (citazione ricorrente alla base di ogni discorso pregno di rimpianti riguardante il Taranto Calcio nel lasso temporale che va dal sedici settembre 2018 ad oggi, ndr), dall’altro c’è il contrappeso relativo ad un intero girone, quello di ritorno che pare fatto apposta per sputarci di nuovo nel professionismo.
I presupposti non mancano, l’occasione è ghiotta perché al di là degli inseguimenti in atto, della pregevole stoffa con cui è stato cucito il Cerignola, che pure non strabilia, oppure dell’entusiasmo sulle cui ali plana il Picerno della volpe Giacomarro, questo torneo pare ancora non aver conosciuto il proprio padrone. Impossibile nascondersi, come invece furbescamente può fare qualcuno che non ha blasone, perché la nostra candidatura appare fin troppo fisiologica anche quando allo specchio sono evidentissimi tutti i limiti di una squadra che con tutto l’amore, schiacciasassi non è. Prendetelo come un dogma, principio fondamentale se preferite, la sostanza non cambia ma a questo punto della stagione mandare all’aria il banco non avrebbe i contorni dell’idea propriamente geniale.
Tocca allora fare quadrato, remare tutti dalla stessa parte. Ovvietà in ogni società civile che si rispetti, mera chimera nella nostra città, ancor più miraggio quando si tratta d’ambito calcistico.
Bisogna continuare a pensare da “grande” sin dal prossimo impegno quando si dovrà andare a far visita a Picci e soci, proprio dove sette giorni addietro l’attuale capolista ha mandato un segnale al campionato.Vincere quindi, fantastica ossessione ed auspicio martellante per l’anno che verrà. I conti, se vi pare, li faremo a maggio, esattamente il 5, verso le ore 17.00, possibilmente bloccando le vie della città. Se così non dovesse essere allora, a bocce ferme si dovrà necessariamente prendere atto di un fallimento, senza se e senza ma. Ma questa, almeno adesso è un’altra storia, e speriamo in tutta onestà di non doverla raccontare.
Ad maiora, Taranto.