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Domenica, 28 Maggio 2017
CANOA POLO. Si conclude oggi presso la Sezione L.N.I. di Taranto il campionato maschile di A1

Aldo Roselli, il nuovo corso ed il pesce... che "puzza" sempre dalla testa

Calci da Pro
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Una rosa di giocatori per gran parte inadeguata alla categoria. Composta da diversi calciatori che, nelle ultime stagioni, hanno recitato da comparse nelle  squadre di appartenenza. Un attacco con 16 gol all’attivo (peggio ha fatto solo la Vibonese) ed una difesa (26 reti subite) tra le peggiori di tutti i gironi di Lega Pro. Nella composizione di quella squadra si sono “sbizzarriti” in tanti. Da Franco Dellisanti e Gianni Prete. Da Luca Evangelisti a Aldo Papagni. Da Bruno Russo a Aldo Roselli. Una Società, poi, che si sente autorizzata ad agire nel dispregio delle norme. Con un allenatore “ombra” utilizzato soltanto per la sua presenza in conferenza stampa.

Solo gli stolti pensano che la critica non sia costruttiva. Che sia un metodo usato per sparare nel gruppo con il solo obbiettivo di denigrare e distruggere. Non è così, mai, in assoluto.

La critica monta, sempre, in presenza di obbiettivi mancati. Di gestioni, sportive e tecniche, approssimative. Di carenza di risultati. Del manifesto dispregio delle norme. Del voler attribuire a “un” prossimo, pedissequamente, le responsabilità dei propri errori.

Capita, nel presente, nella Taranto del calcio. Dove si cerca, con tutti gli espedienti, anche inimmaginabili, di coprire il fallimento di ogni obbiettivo.  Si fa sempre ricerca di un capro espiatorio esterno. Di sovente puntando sempre la stessa persona, cercando di addebitargli responsabilità, di comodo, inesistenti. Anche quando si pensa di aver scorto un somaro che vola.

Riguardano la mancanza di risultati. Gli errori, pacchiani, nella composizione della rosa. La scelta di uno staff tecnico inadeguato ed inusuale per quanto previsto dai regolamenti di settore. La gestione sportiva affidata a soggetti totalmente privi di titoli e di esperienza. Fabrizio De Poli, il nuovo general manager, non ha ancora espresso nulla del suo ipotetico, grande, potenziale.

Allo stato attuale il Taranto è coinvolto nella zona retrocessione. Una serie interminabile di infortuni ha decimato la squadra. Segno di una metodologia di addestramento inadeguata. Un esempio su tutti, Mariano Stendardo, un difensore da 30 partite su trenta, sempre, inaspettatamente divenuto, in riva allo Ionio, degente di lungo corso. Lui come altri.

Una rosa di giocatori per gran parte inadeguata alla categoria. Composta da diversi calciatori che, nelle ultime stagioni, hanno recitato da comparse nelle  squadre di appartenenza. Un attacco con 16 gol all’attivo (peggio ha fatto solo la Vibonese) ed una difesa (26 reti subite) tra le peggiori di tutti i gironi di Lega Pro.

Nella composizione di quella squadra si sono “sbizzarriti” in tanti. Da Franco Dellisanti e Gianni Prete. Da Luca Evangelisti a Aldo Papagni. Da Bruno Russo a Aldo Roselli. Qualche altro nominativo ci rimane, sicuramente, in punta di penna.

Una Società che si sente autorizzata ad agire nel dispregio delle norme. Con un allenatore “ombra” utilizzato soltanto per la sua presenza in conferenza stampa. Dove “racconta” una partita che ha visto soltanto lui, esponendosi sempre più al dileggio degli astanti. Meraviglia che la persona, da sempre nel mondo del calcio, si presti a quel gioco per un misero piatto di lenticchie. Una situazione di grande imbarazzo per organi di controllo, che avrebbero dato corso, dalla metà di dicembre, alle segnalazioni che il caso richiede.

La proprietà anziché rincorrere improbabili responsabilità di persone estranee alla vita del club, dovrebbe preoccuparsi di chiudere la bocca a più di un suo collaboratore. Direttore generale incluso. Sono quelli che esportano notizie negative sull’attività societaria e sui rapporti interpersonali degli addetti. Gettare acqua sulla quella “polveriera” che è divenuto lo spogliatoio. Impedire che invasioni di campo, tra gli addetti, aprano ulteriori falle irreparabili. Togliersi quel “paraocchi” che impedisce di valutare le cause reali di una crisi tecnica irreversibile. Il Taranto nelle ultime 13 partite, vincendo soltanto due volte, ha incamerato 10 punti, una media da sicura retrocessione. Che porta la firma del “malato” Dellisanti, di Prosperi e dell’insignificante De Gennaro.

Aldo Roselli, il direttore generale, in occasione della disfatta interna con il Cosenza, ha pubblicamente dichiarato che il prossimo 21 gennaio, alla ripresa del campionato, il Taranto inizierà un nuovo corso. Dando per scontato l’arrivo di nuovi calciatori che permetteranno di centrare obbiettivo di una facile salvezza. La facilità di espressione di queste persone è disarmante. Il popolo dei tifosi, non solo, pende ora dalle sue labbra.

Con una chiosa finale inevitabile. Che non deve mai essere trascurata. Il pesce, puzza sempre dalla testa.

Vittorio Galigani