Taranto, finale con divieto

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Anche nell'ultimo atto del campionato si sceglie la strada della repressione a fronte di controlli più intensi. Minoranze facinorose bloccano la maggioranza degli sportivi genuini e passionali. Non c'é distinguo tra buoni e cattivi, a tutto discapito della libertà individuale

In occasione della finale playoff del girone H del campionato di Serie D, in programma domenica prossima alle ore 16:00 al “Simonetta Lamberti” di Cava de’Tirreni, il Prefetto di Salerno “per esigenze di ordine e sicurezza pubblica” ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi d’ingresso, per tutti i settori, ai residenti nella regione Puglia. La reazione del Taranto non si è fatta attendere. Il presidente Giove ed il DG Vincenzo Montella hanno ostentato il proprio rammarico e la propria indignazione per questa decisione, “considerando che la tifoseria rossoblù – recita il comunicato stampa – rappresenta fortemente l’anima pulsante della Taranto sportiva”.
Detta decisione, in realtà, non giunge inaspettata. Per tutto il campionato i responsabili dell’ordine pubblico di ogni dove, hanno sempre scelto la strada più comoda del divieto, rispetto a quello della messa in prova, di un riscontro di avvenute maturità scaturite da tanti anni di divieti ai quali tutte le tifoserie, specialmente quelle meridionali, sono state costrette ad abituarsi. Il Calcio senza tifosi è come una commedia a teatro senza pubblico. Occorre una volta e per sempre fare repressione nel “durante e nel dopo” e non prima e a prescindere. E’ sacrosanto che gli Stadi smettano di essere zona franca di teppisti, drogati, alcolizzati e pseudo estremisti politici da strapazzo, che si insinuano nelle falde di tifoserie genuine e passionali, ma non violente, ma è ora che si faccia la giusta distinzione tra gli uni e gli altri. Per dieci scalmanati facilmente individuabili, da mettere in gattabuia anche in celle all’interno degli stadi, pagano migliaia di tifosi e sportivi in carta semplice, la cui vera passione è quella di volersi godere due ore di spensieratezza tra azioni di gioco in campo e sfottò sugli spalti, magari abbinando alla partita un week-end con famiglie ed amici. Una ricca cena da “Gigino pizza metro” a Vico Equense, una notte d’amore a Vietri sul Mare, in un hotel a strapiombo sulla scogliera salernitana ed una passeggiata in centro, tra ceramiche, mare e monumenti. Attività pregne di bellezza, onestà e libertà di movimento. Quella che anche domenica prossima sarà negata, solo perché manca l’impegno di fermare le minoranze a delinquere e liberare le maggioranze che rivendicano legittimamente la propria libertà.