Ex Ilva, GiorgioForever verso Bruxelles: ritardi Commissione

Ex Ilva, GiorgioForever verso Bruxelles: ritardi Commissione

Dall’associazione: “Abbiamo avviato l’iscrizione presso la Commissione Europea al registro per la trasparenza in merito all’infrazione nei confronti dell’Italia sulla questione dello stabilimento”

 

L'Associazione GiorgioForever ha avviato le procedure di iscrizione presso la Commissione Europea al registro per la trasparenza al fine di dare il proprio contributo all'infrazione nei confronti dell'Italia per la gestione degli impianti ex Ilva, una procedura di infrazione avviata nel 2013 e giunta nel 2014 al parere motivato.

A comunicarlo in una nota Carla Luccarelli e Angelo Di Ponzio, esponenti dell’associazione . “Se è giusto attribuire colpe e responsabilità al Governo italiano in merito alle mancate risposte e al non rispetto della direttiva 75/2010 inerente le emissioni industriali – spiegano - non possiamo che attribuire responsabilità anche alla Commissione europea che dopo ben sette anni dal parere motivato non ha portato lo stato membro Italia in Corte di Giustizia europea nonostante il mancato rispetto dei piani ambientali susseguiti sino ad oggi”.

A tal proposito GiorgioForever “si muoverà verso Bruxelles fornendo materiale inedito alla Commissione europea inerente la gestione degli impianti da parte dei Commissari di Governo, ArcelorMittal ed oggi Acciaierie d'Italia, dal 2018 sino ai giorni recenti, documentazione che confuta la totale violazione delle norme e delle direttive europee con conseguente perdurare del rischio sanitario per la popolazione”.

“Gestione degli impianti non a norma – aggiungono - che dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) del 24 gennaio 2019, dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Lecce il 13 febbraio 2021 ed alla luce dei tavoli ministeriali dell'osservatorio Ilva che attestano il notevole ritardo sulle tempistiche di attuazione delle prescrizioni del piano ambientale, devono necessariamente portare la Commissione europea a concludere questa procedura di infrazione in Corte di Giustizia”.