Guardia Costiera Taranto: fermo a nave terminal Acciaierie d’Italia

Guardia Costiera Taranto: fermo a nave terminal Acciaierie d’Italia

Da parte degli ispettori rilevati gravi deficit nella sicurezza: anomalia nell’impianto di filtraggio acque oleose. Possibili danni all’ambiente

 

La Guardia Costiera di Taranto emana il provvedimento di fermo ad una nave ormeggiata nel Porto jonico.
La decisione è giunta al termine di un’ ispezione di circa dieci ore, lo scorso 12 luglio, al termine di un’ispezione di circa dieci ore, a bordo di una nave battente bandiera portoghese, da parte dei militari del nucleo Port State Control della Capitaneria di Porto di Taranto.

L'unità, intenta nell'imbarco di prodotti siderurgici presso il terminal Acciaierie d'Italia, risultava non rispondere agli standard minimi, evidenziando diverse carenze nella sicurezza della navigazione e della tutela dell'ambiente marino.

Rilevata dalla Guardia Costiera una grave anomalia del funzionamento dell'impianto di filtraggio delle acque oleose, significati colaggi di olio dalle tubolature dei depuratori del combustibile marino e dell'apparato motore principale, esponendo il locale macchine al rischio di incendio.

Gli ispettori, nel corso di un'esercitazione antincendio simulata nel locale cucina, hanno verificato la scarsa dimestichezza di parte dell'equipaggio nel fronteggiare tali situazioni di emergenza.

L'unità rimarrà in sosta forzata nel Porto di Taranto fino a quando non verranno risolte tutte le falle individuate.

Nonostante la pandemia di "COVID 19" sia tuttora in corso, non arretra lo sforzo della Guardia Costiera di Taranto, nella lotta al fenomeno delle "carrette" del mare, ovvero navi "sub-standard" che, in difformità delle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell'ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita del personale marittimo.

Infatti, dopo i brillanti risultati ottenuti nell'anno 2020, i dati di inizio anno sembrano confermare la stessa linea: fino ad ora più di 700 navi sono state soggette a regime ispettivo.