Covid, Lopalco contro la ''follia'' delle politiche zero-Covid

Covid, Lopalco contro la ''follia'' delle politiche zero-Covid

L'epidemiologo cita il caso di Shangai e sottolinea che l'unico vero modo per combattere il Covid-19 è rallentarne la corsa con la vaccinazione

 

"Il quasi raffreddore e l'illusione delle politiche zero-Covid": si intitola così l'articolo condiviso dall'epidemiologo Pierluigi Lopalco sulla sua pagina Facebook.

Il riferimento è chiaro: Lopalco cita il caso di Shangai, in cui i casi di contagio da Covid-19 sono aumentati in maniera esponenziale, tanto da portare ad improvvisare ospedali da campo in cui ricoverare i pazienti; "Si tratta di persone che lottano tra la vita e la morte", spiega Lopalco, nonostante siano state contagiate dalla variante Omicron, da tutti ritenuta meno letale.

L'epidemiologo sottolinea che, in assenza di una buona copertura vaccinale, anche l'Omicron è in grado di causare danni ingenti: "Altro che raffreddore! - scrive Lolpalco - Quello che sta succedendo a Shanghai ci insegna cosa sia davvero questo virus, anche nella sua variante cosiddetta 'buona', la variante Omicron. In assenza di una valida barriera immunitaria, produce disastri".

L'epidemiologo aggiunge che si sa poco e nulla dei vaccini usati in Cina, se non che fossero di scarsa qualità e di dubbia efficacia: questo dimostra "la follia delle politiche zero-Covid", messe in atto da quei Paesi che si illudono di mantenere fuori dai propri confini il virus, andando incontro a scenari simili a quelli della prima ondata.

"Se un virus pandemico dilaga - conclude Lolpalco -  l'unica cosa che si può attuare, tecnicamente, è una politica di mitigazione. Bisogna cioè rallentare la corsa del virus fino a che, possibilmente con l'aiuto della vaccinazione, non si raggiunga una condizione di equilibrio con il virus (la famosa immunità di comunità)".