Moscati, "Dieci minuti e tuo padre muore": Procura avvia indagini

Moscati, "Dieci minuti e tuo padre muore": Procura avvia indagini

Agghiacciante il racconto della figlia di una vittima per Covid, aperta un'inchiesta dalla Procura di Taranto

Uno scenario senza dubbio inquietante quello che emerge dalle denunce dei parenti di alcune delle vittime per Covid registrate all’ospedale Moscati di Taranto. Nei giorni scorsi, infatti, il personale sanitario del nosocomio ionico era stato accusato di furti di oggetti preziosi dei degenti, episodi che l’Asl ionica si è subito affrettata a smentire, parlando di giacenze nelle casseforti non ancora riconsegnate.

La Procura di Taranto ha aperto un’indagine grazie alle 7 denunce rilasciate dai parenti delle vittime, in cui si fa riferimento a scioccanti maltrattamenti. Uno di questi è stato raccontato da Angela Cortese: suo padre Francesco, ricoverato al Moscati nella notte tra l’1 e il 2 novembre, dopo un giorno di degenza aveva scritto alla figlia: “Vienimi a prendere, qui muoio”. La donna, in forte stato di agitazione, era riuscita poi a mettersi in contatto con un medico dell’ospedale, che per tutta risposta le ha urlato contro: “Suo padre non è collaborativo, si prepari perché tra dieci minuti muore”. Questo scambio di battute, come se non bastasse, è avvenuto di fronte al paziente inerme. Il signor Cortese morirà poco dopo.  

Gli inquirenti, inoltre, dovranno chiarire se al signor Francesco sia stata somministrata o meno una qualche terapia.

Ma non è tutto. Nelle denunce infatti trovano spazio bagni sporchi, camere ardenti con cadaveri impilati uno sull’altro, addetti delle onoranze funebri che caricano le salme sprovvisti di protezioni. Anche il Tribunale del Malato è sceso in campo, chiedendo formalmente alla Regione Puglia, all’assessore Lopalco e al governatore Emiliano di fare luce sull’accaduto.