Scuola Puglia, sindacati: ''Da Emiliano solo mezze misure''

Scuola Puglia, sindacati: ''Da Emiliano solo mezze misure''

In una nota a più firme da parte delle associazioni dei lavoratori che operano all'interno del settore istruzione regionale un attacco contro l'ultima ordinanza emanata dal Presidente pugliese che lascia autonomia e potere decisionale ai genitori sul mandare o meno i propri figli a scuola, oppure ricorrere alla didattica a distanza integrata

 

Duro comunicato congiunto di FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL e FGU contro l’ultima ordinanza a tema scuole promulgata dal Governatore pugliese Michele Emiliano.

“Per l’ennesima volta – scrivono le sigle sindacali – il Presidente Emiliano non ha saputo resistere alla tentazione di chiamare in causa le famiglie addebitando loro una responsabilità enorme: decidere, sulla base di una percezione soggettiva se “esporre” il proprio figlio/figlia al rischio di un contagio trasmesso in classe o trattenerlo in casa per evitare qualsivoglia rischio di esposizione al contagio da Sars-Cov2. L’ultimo decreto del premier Draghi, in verità, consente alle regioni di operare con deroghe sia pure esclusivamente “in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus”: il Governatore pugliese, qualora si fossero presentati questi casi, avrebbe dovuto assumere una decisione politica introducendo ulteriori limiti alla frequenza scolastica piuttosto che scaricare, ancora una volta sulle famiglie, la responsabilità di definire la tipologia di deroga da effettuare”.

“Ancora una volta – proseguono i sindacati – il Presidente della Regione Puglia ha scelto la via più breve, quella che accontenta tutte le famiglie, a prescindere dal loro orientamento favorevole o contrario alla didattica in presenza e nascondendo le inefficienze di un sistema sanitario, visto che la Puglia è tra le ultime regioni per numero di somministrazioni di vaccini, tra le prime regioni per tasso di contagiosità e, nel frattempo, non sono stati ancora attivati i presidi sanitari presso le scuole già deliberati il 2 febbraio scorso, si delega la salute degli studenti ai loro genitori consultandoli direttamente sulle piattaforme social e si contrappone il diritto alla salute al diritto all’istruzione”.

“A questo punto – conclude la nota – ognuno deve fare la propria parte a cominciare dal governo, cui spetta la responsabilità di intervenire affinché l’ordinanza regionale venga riportata nella cornice normativa predisposta dal decreto legge, e di dare indicazioni chiare per realizzare un sistema di monitoraggio e tracciamento nazionale. Dal canto suo il sindacato vigilerà per garantire, con ogni mezzo a disposizione, il rispetto delle norme e il lavoro di tutto il personale scolastico”.