Taranto, ''Disabili attivi'' incontra Papa Francesco

Taranto, ''Disabili attivi'' incontra Papa Francesco

L'associazione tarantina ha regalato al pontefice un quadro ed una lettera in cui denuncia la condizione di ''persone invisibili'' per la politica odierna

 

Nella mattinata di ieri, 3 agosto, l'associazione tarantina ''Disabili attivi'' ha incontrato in audizione Papa Francesco; al pontefice l'associazione ha portato in dono la riproduzione di un quadro realizzato da Giovanni Felle e una lettera che riportiamo qui di seguito: 

"Santità, siamo un gruppo di persone con disabilità della Regione Puglia che, oggi sono qui al Suo cospetto per ringraziarLa della grande opportunità che ci viene data.

Noi rappresentiamo persone con disabilità lievi, medie, gravi e gravissime, che tanto avrebbero voluto incontrarLa, ma, che, a causa delle loro condizioni, non sanno cosa sia la vita fuori dalle pareti della propria casa, affidati alle cure e all’amore delle loro famiglie che si sacrificano fino all’inverosimile. Ecco ci consideri come un mondo di persone invisibili.

Sì, Santità, noi siamo quasi invisibili per chi ci governa.

La condizione dei disabili in Italia meriterebbe grande attenzione che, purtroppo, manca.

Per la politica siamo inesistenti.

Per ottenere qualunque cosa dalla più piccola alla più importante, siamo costretti a manifestare, scendere in piazza con i nostri corpi martoriati per far capire che nonostante tutto noi, abbiamo voglia di vivere, ma, abbiamo bisogno di un aiuto importante. Ci interfacciamo quotidianamente con istituzioni sorde, le quali pur minacciandole di presidi continuano ad ignorare le nostre richieste legittime.

Santità lei ci insegna siamo tutti figli dello stesso padre e un buon padre di famiglia dovrebbe pensare per primo al figlio più fragile.

Ecco perché oggi Le chiediamo di intercedere per noi presso la classe politica che fa grandi proclami di vicinanza, ma, nella realtà ci abbandona al nostro destino.

Manca totalmente l’ascolto e lei Santo Padre che oggi ci sta ascoltando e ha sempre ascoltato tutti, come recentemente le popolazioni indigene del Canada, da dimostrazione di quale sia la missione che ciascun uomo su questa Terra deve compiere: deve porsi all’ascolto dell’altro dei suoi problemi e delle sue esigenze perché solo ascoltando gli altri potremmo non sentirci soli aiutare ed essere a nostra volta aiutati. Necessita accendere i riflettori su alcuni fatti, abbiamo voluto rivolgerci a sua Santità, affinché ci possa aiutare a scuotere le coscienze di tutti e coloro che fingono di non sentire neanche quelle urla che sempre più spesso siamo costretti a lanciare o far lanciare dai nostri familiari.

Ogni giorno piangiamo fratelli e sorelle vittime delle gravi patologie che ci colpiscono.

Fratelli e sorelle morti nell’attesa che qualcuno si ricordasse seriamente della loro esistenza e cercasse di porre rimedio allo sfacelo che viene perpetrato ogni giorno sulle nostre carni.

È difficile accettare le condizioni in cui ci troviamo è un percorso molto complicato e non tutti sono in grado di farlo.

Noi esattamente come Cristo, prendiamo la nostra croce e la portiamo ogni giorno e ci sforziamo di dare un esempio di resilienza per tutti coloro che si abbattono e pensano di non farcela.

Dio cammina accanto a noi ogni giorno, ma, noi le chiediamo Santo Padre di tirare le orecchie, come solo lei sa ben fare, al prossimo governo che verrà: non devono metterci addosso il marchio di disabili, dovranno aiutarci con i loro provvedimenti a ridurre quanto più possibile le differenze con le cosiddette persone normali.

Grazie per averci accolto e abbracciato in questa giornata che resterà nei nostri cuori e ci darà la forza per continuare a portare le nostre croci con la certezza che Dio non ci abbandona mai".