L'insostenibile leggerezza della Confindustria tarantina

L'insostenibile leggerezza della Confindustria tarantina

Sull'ex Ilva il ministro Giorgetti incontra tutti. Tutti, tranne i referenti della locale associazione di categoria. Lunga vita al Giornalista Collettivo. E a quella profezia, inascoltata, di Mark Twain

 

Dall'insostenibile leggerezza dell'essere a quella della locale Confindustria il passo è breve. Se solo Milan Kundera avesse saputo. Immaginato. Provato a capire. La storia di uno dei testi letterari più controversi - e dibattuto - del secolo scorso avrebbe avuto un'appendice interessante. Una differente declinazione. Meno introspettiva. E più incline all'evidenza pubblica. I fatti sono arcinoti, nonostante si commentino poco o quasi niente. Per quella strana piega presa dal giornalismo italiano (il Giornalista Collettivo, secondo un'intelligente definizione di Giuliano Ferrara) di non disturbare, un tantino più del dovuto, l'interlocutore di turno. Di accompagnarlo porgendoli, semmai, la spalla sulla quale poggiarsi. Spedendo al canile municipale il fantomatico cane da guardia di un potere senza più alcun contropotere ormai. Tomo tomo, argomentavamo, la Confindustria jonica sta scomparendo. Va eclissandosi. Entrata, com'è, nel cono d'ombra dell'appiattimento a prescindere. Dell'omologazione stagnante. Dei signorsì da gridare, petto in fuori, ad ogni fischio - e peto - del presidente nazionale, Aldo Bonomi. Viale dell'Astronomia decide, via Dario Lupo esegue. Senza colpo ferire. Con docile - e rassegnata - accondiscendenza. Con questi chiaro(scuri) di luna perché sorprendersi se il ministro Giorgetti, in merito alla vicende dell'ex Ilva, decide d'incontrare in questi giorni tutti, ma proprio tutti, persino i rappresentanti del circolo bocciofilo di vattelapesca, tranne i referenti della Confindustria tarantina? Elementare Watson... Giorgetti non ha bisogno di parlare con i vari Toma e Cesareo, discute direttamente con Bonomi. S'importa poco della dimensione locale. L'autonomia dei territori, vessillo da sempre in bella mostra della politica leghista, per Taranto non vale. Conta niente. Meno di zero. Chi rivendicò l'assunto sacrosanto, anche se parecchio in disuso alle nostre latitudini, di non essere ospiti in casa propria, di non lasciare ad altri la decisione circa un'idea di futuro, come l'ex presidente Marinaro, dovette dimettersi. Neanche tanto tomo tomo... La storia è questa, piaccia o meno. Forse anche la verità (utilizzo l'avverbio per tenere a freno il mio ego...). "Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso. E pubblica il falso". Mark Twain la pensava così. Sull'argomento mi sono già espresso...