L'incredulità di Marcos Orellana sull'ex Ilva di Taranto

L'incredulità di Marcos Orellana sull'ex Ilva di Taranto

Per il responsabile Onu, inviato nel nostro Paese, la situazione nel capoluogo jonico certifica la violazione dei diritti umani. Disatteso il principio di uguaglianza da parte dello Stato, con tutti i decreti varati in questi anni

 

"Le violazioni commesse nel territorio tarantino a danno dei diritti inviolabili sono molteplici...".  Marcos Orellana, Relatore Speciale delle Nazioni Unite su Sostanze Tossiche e Diritti umani, nella bella intervista concessa a Silvia Perdichizzi per L'Espresso, si sofferma a lungo sul capoluogo jonico. Sulle sue infinite aporie. "L'ex Ilva di Taranto è un impianto classificato come primo emettitore di CO2 in Italia", sottolinea l'alto funzionario. "Aumentano i casi di cancro, di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche. Si ravvisa una riduzione del quoziente intellettivo dei bambini. La fabbrica e il suo processo produttivo sono obsoleti e le future attività avranno un impatto inaccettabile sulla salute umana e sull'ambiente. Adesso che lo Stato è comproprietario deve accelerare le bonifiche dei siti contaminati...". Già, le bonifiche! Peccato che sia Orellana, che la collega che scrive per il settimanale diretto da Marco Damilano, non sappiano che grazie al decreto Milleproroghe le risorse per le bonifiche siano sparite. Spostate altrove. Nelle casse di "Acciaierie d'Italia", guarda caso. Perché la natura di "cornuti e mazziati" dei tarantini non sia mai venga smentita e posta in discussione. Orellana non si capacita, poi, di come si possa aver confezionato decreti Salva-Ilva in un Paese dalla cultura giuridica liberale e democratica come l'Italia. "I decreti, soprattutto il settimo - argomenta -, prevedono l'immunità penale e amministrativa del futuro acquirente dell'impianto, creando una percezione d'impunità a vantaggio di potenti interessi economici. Tutto ciò è incompatibile con il principio di uguaglianza...".