La carica dei 41

La carica dei 41

Potrebbe esserci un posto da sottosegretario per questo territorio, da definire entro mercoledì prossimo? Forse. Può darsi. In rialzo le quotazione della Lega. Turco, invece, sembrerebbe pagare la troppa vicinanza con l'avvocato del popolo

 

C’è Taranto nell’infornata di sottosegretari che, entro mercoledì prossimo, dovrebbe vedere la luce dalle parti di Palazzo Chigi? Forse. Può darsi. Anche perché Roberto Garofoli a Taranto è solo nato. I rapporti con la città sono quasi del tutto inesistenti. Considerarlo un riferimento per il territorio, un interlocutore con il quale tessere rapporti, portare acqua al proprio mulino, rischia di rivelarsi una pia illusione. E allora giù con i toto-candidati. I papabili/scalpitanti per un posto al sole tra le 41 caselle vuote che andranno riempite. I disponibili ad arare il sottobosco del potere politico e della prassi istituzionale. La scelta, conti alla mano, potrebbe ricadere su un solo rappresentante tra questi tre partiti di governo: M5S, Lega e Pd. Difficile, quasi impossibile, che possa spuntarla un nipotino di Berlinguer. I Dem sono una nebulosa senza slanci vitali. L’alfa e l’omega della doppiezza ideologica e programmatica. Avevano dichiarato, prima della crisi, che mai e poi mai avrebbero sostenuto un esecutivo senza Giuseppe Conte. Adesso, come loro tradizione, affermano di essere i primi – e più convinti - sostenitori di Mario Draghi. Un caso da lettino psicoanalitico, insomma. Il ragionamento politico, da anni, c’entra ben poco per gli eredi del Pci. Tra i Cinque Stelle potrebbe esserci la riconferma di Mario Turco. Magari in qualche altro ministero e non più alla Presidenza del Consiglio. Il senatore tarantino paga però la vicinanza con l’ex premier. Essersi caratterizzato troppo, in questi anni, con l’avvocato del popolo potrebbe penalizzarlo, sbarrargli la strada per un sottosegretariato. Resta la Lega, con i suoi dirigenti. Con il martinese Gianfranco Chiarelli, attuale vicesegretario regionale del partito salviniano. Staremo a vedere. Insistiamo nel nostro ragionamento, cercando di epurarlo da strumentalizzazioni che in riva allo jonio, dopo la squadra di calcio, raccolgono il maggior numero di tifosi. La seconda città pugliese, il maggior centro industriale del Mezzogiorno, la realtà con l’aporia ecologica più pregnante della storia moderna, è nostra convinzione, meriterebbe di entrare nella stanza dei bottoni. Sempre. Qualsiasi fosse il governo alla guida del Paese. Chiunque fosse, alla fine, il fortunato – o predestinato. Auguri a tutti.