Anatomia di un istante

Anatomia di un istante

Leggere un vecchio saggio di Sciascia sulla fotografia per decifrare la presenza della Morselli allo stadio Iacovone. E' l'istante che genera la forma; è la forma che genera l'istante. Il calcio inteso come disciplina sportiva non c'entra nulla. Chi ne avesse voglia, e tempo, interroghi la scienza epistemiologica

 

Una foto vale più di mille parole. Di pensieri consegnati all’inchiostro e all’inguine di un foglio. Di teoremi dispensati attraverso il racconto. Sulla fotografia Leonardo Sciascia scrisse un saggio bellissimo diversi anni fa, ristampato di recente per la collana Sguardi e Visioni di Mimesis. E’ l’istante che genera la forma; è la forma che genera l’istante. La modalità ultima, entelechia per dirla con le parole dello scrittore siciliano (anche se il copyright è di Aristotele), attraverso cui raggiungere più speditamente la verità – e i suoi risvolti inesplorati. La foto a corredo di questo articolo risponde a questo schema. Non riveste alcun valore artistico, men che meno una qualche particolarità decorativa. Contempla, si nutre, però, di un interessante risvolto semantico. E finisce con l’accarezzare l’analisi sociale. Che, con il calcio, e il Taranto, in questa specifica circostanza è bene precisare non c’entra assolutamente nulla. La Morselli allo stadio, che assiste ad uno spettacolo sportivo al quale non potrebbe assistere per le limitazioni dettate dal Covid, predetermina un ordine d’importanza. Una griglia di valori (i suoi, naturalmente). Più degli operai in sciopero dinanzi alla fabbrica nello stesso giorno, che chiedono il rispetto degli impegni economici e contrattuali assunti, e non mantenuti, dall’azienda che rappresenta nel ruolo di amministratore delegato, più che rapportarsi alle istituzioni ignare della sua presenza in città, più che intrattenersi con i locali confindustriali, per quanto ammaccati dopo gli ultimi accadimenti, il manager con la fama di tagliatrice di “teste” preferisce una manifestazione sportiva a tutto il resto. Pur non preferendola in realtà. Pur non sapendo neanche quale campionato disputi il Taranto. Quali siano i colori sociali della sua maglia. Ne utilizza semplicemente, e con fare furbesco, la forza comunicativa. Le suggestioni pronte a scaldarsi quando di mezzo c’è una palla da sospingere nella metà campo avversaria. L’idea, per così dire, di zona franca che delimita i luoghi delle passioni inscalfibili. Sempre Sciascia ci viene in soccorso: “La fotografia è la forma per eccellenza: colta in un attimo del suo fluido significare, del suo non consistere, la vita improvvisamente e per sempre si ferma, si raggela, assume consistenza, identità, significato. E’ una forma che dice il passato, conferisce certezza al presente, predice l’avvenire”. Una sorta di paradosso. L'elemento adulterato della verità cui l’intelligenza arride.