I Grandi della Terra non si danno appuntamento a Taranto

I Grandi della Terra non si danno appuntamento a Taranto

A Bari. Poi a Brindisi e a Matera. I ministri degli Esteri e della Cooperazione si ritrovano nelle tre città Appulo-Lucane. Il capoluogo jonico ospitò qualcosa di simile a metà degli anni '80 del secolo scorso, con il socialista Claudio Signorile. Conti realmente qualcosa se conti oltre le mura amiche

 

A Bari. E poi anche a Brindisi e a Matera. A partire da oggi, e per i prossimi giorni, le tre città Appulo-Lucane ospiteranno il G20 dei ministri degli Esteri e della Cooperazione. Il club, insomma, delle principali economie del pianeta. Più di 500 gli ospiti accreditati: alti rappresentanti istituzionali, diplomatici, imprenditori. Bene. Anzi, benissimo. Nel Mezzogiorno che vuole farsi Sud moderno, che vince se resta unito, che vive la propria vicenda non più – e non solo - come mera questione irrisolvibile ma, semmai, come opportunità da caldeggiare nel tempo, iniziative del genere non possono che essere salutate con favore. E, finanche, con una punta d’orgoglio. L’unico neo che ravvisiamo, e non certo per spicciolo campanilismo, è l’assenza di Taranto dall’organizzazione di questi specifici eventi. La Taranto che a parole tutti dicono di voler aiutare, la città in forte credito con il resto del Paese – e, forse, con il mondo intero -, il posto dove i diritti confliggono e la modernità non riesce proprio a scrollarsi di dosso le diverse aporie che l’attraversano, dovrebbe entrare di diritto, ad honoris causa, in manifestazioni del genere. Ospitarle sempre. Organizzarle, se fosse possibile, anche a sua insaputa. Perché è qui, nel capoluogo jonico, che si vince – o si perde – la sfida lanciata al futuro. Taranto cartina di tornasole del Paese, nel bene e nel male. Ultima spiaggia, insomma, di eco-sistemi sull’orlo di una crisi di nervi. In passato, a metà degli anni ’80 del secolo scorso, la seconda città pugliese tenne a battesimo il forum dei ministri dei Trasporti, accorsi in rappresentanza dei maggiori Paesi industrializzati. All’epoca ministro era il socialista, Claudio Signorile. L’unica volta di un tarantino nominato ministro della Repubblica. Non sarebbe più accaduto. Significa qualcosa tutto ciò? Certo che significa qualcosa. Conti realmente qualcosa quando non conti soltanto a casa tua. A Taranto, a voler essere onesti, i tarantini contano poco, o meno comunque di quanto fosse logico attendersi, anche in casa propria. Ma questa è un’altra storia che, neanche i massimi esperti di comportamenti devianti e masochistici, forse saprebbero raccontare.