L’uomo della provvidenza

L’uomo della provvidenza

C’è l’ex procuratore capo di Taranto alla testa dell’impresa che ha rilevato in fitto il ramo d'azienda della Edisud, società editrice della “Gazzetta del Mezzogiorno”

Ci vuole un tarantino in ogni cosa. E che tarantino, poi. Già procuratore capo nel capoluogo jonico, candidato sindaco (sconfitto) a Taranto nelle scorse amministrative, assessore alla Legalità e alla Cultura con Melucci, componente dell’organismo di vigilanza della Ladisa srl, amministratore unico della Ledi srl – realtà imprenditoriale riconducibile all’imprenditore barese, Vito Ladisa – che, proprio nei giorni scorsi, ha rilevato in fitto il ramo d’azienda della Edisud (sino al prossimo 31 luglio): società editrice della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Meno male che c’è Franco Sebastio: uno e trino. Esponente di quella magistratura democratica, ma tanto democratica d’interessarsi a tutto e a tutti. Di attraversare, come la luce, il tempo e lo spazio. Stefano Cingolani, giornalista economico del Foglio, mai banale, con il gusto degli scoop, delle scatole cinesi che intersecano la nostra economia, dei capitani d’industria che capitani non sono e mai lo saranno, avrebbe materiale in abbondanza per scrivere uno dei suoi godibili articoli sulla vicenda. Dalla ristorazione all’editoria il salto è davvero interessante per l’azienda barese. I giornali, tra l’altro, hanno spesso utilizzato la formula del panino: uscita in abbinata di due quotidiani. Anche questa è ristorazione, a pensarci bene. Un esempio di diversificazione produttiva, bella e buona. Con la cultura si mangia, altro che. Sempre che i giornali veicolino cultura, ma questa è un’altra storia. La Ladisa srl, ricorderete, fu coinvolta nell’indagini fatta partire dalla procura di Bari (gli ex colleghi di Franco Sebastio, quando Franco Sebastio ricopriva il ruolo di magistrato) tese ad accertare possibili finanziamenti a Michele Emiliano nella campagna elettorale per le primarie del Pd nel 2017.  E sempre della Ladisa srl si parlò, negli ambienti inquirenti, a proposito di corsi di formazione, finanziati dalla Regione Puglia, e gestiti da una società presso la quale lavorava la moglie di Stefanazzi: capo di gabinetto, vicino alla riconferma, del governatore della Puglia. Ma queste sono dicerie alle quali non crediamo. Fuffa giustizialista. Mica siamo Travaglio – e il suo concistoro giustizialista – noi altri. L’importante è che la “Gazzetta del Mezzogiorno” sia salva, per ora. Che la sua storia di oltre un secolo continui ad essere scritta (mai verbo fu più appropriato). Che i circa 147 dipendenti conservino il posto di lavoro.  Che dopo il catanese Ciancio ci sia ancora vita da quelle parti. E che il “nostro” Sebastio, orgoglio tutto tarantino, utilizzabile come la cera pongo, possa continuare a regalarci soddisfazioni come queste. Ho visto Maradona… Ho visto Maradona… Ma ho visto anche Francisco Sebastio.