PAGLIACCI

PAGLIACCI

Perchè la politica dovrebbe essere gestita da un comico? Perchè far parlare di economia un guitto? L'opera di Ruggero Leoncavallo ci fornisce il destro per discettare del disperato caso italiano

 

Niente Mes. Al diavolo il Meccanismo europeo di stabilità. Dei 37 miliardi di euro pronti per l’Italia, prestati ad un tasso d’interesse otto volte più basso di quanto normalmente non avvenga sui mercati internazionali, non sappiamo che farcene. La nostra sanità pubblica gode di ottima salute, gli ospedali funzionano alla grande, il Covid ci ha fatto appena il solletico, abbiamo tanto di quel personale medico che non sappiamo più dove metterlo. Pagliaccio (nel senso di “Pagliacci”, l’opera di Ruggero Leoncavallo) di un Beppe Grillo: l’oracolo sconclusionato di Genova che ogni tanto decide di riapparire per sparare, con il pallottoliere, le sue cazzate. L’economia non dovrebbe essere materia per un comico. La politica andrebbe tenuta a debita distanza dai guitti. Craxi lo aveva capito prima di altri, cacciandolo dalla Rai. E il giornalista collettivo, con un sussulto di dignità, farebbe bene a non dare spazio ad un incompetente del genere. Non si scherza con la vita delle persone, con le sofferenze che attanagliano e funestano tempi grami come i nostri. Con i bilanci – di Stato e imprese private - in profondo rosso come neanche durante i conflitti bellici si era registrato. Grillo non fa ridere quando veste i panni del comico, fa piangere nel ruolo di demiurgo pubblico. La sua creatura politica è un errore della Storia, la sgrammaticatura di un barlume di ragionamento, il rantolo disperato della democrazia morente. Può andargli dietro, al Grillo-Pagliacci s’intende, il nostro presidente del Consiglio per ovvie ragioni di bulimia da poltrona. Può ancora far presa sul popolino nutrito a pane e Barbara D’Urso. Piace, semmai, all’attuale segretario nazionale del Pd. E ai nipotini rincitrulliti di Berlinguer. Perché un tempo il centrosinistra era fatto da Moro, Nenni e La Malfa. Oggi invece ci sono Conte, Bersani e Speranza. E il Mes-ssia Beppe Grillo non vuole il Mes, pur non capendo di cosa stia parlando. Bontà sua.