Tutti vogliono fare il sindaco di Taranto

Tutti vogliono fare il sindaco di Taranto

A poco meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, CosmoPolis vi svela cosa si cela dietro i distinguo che stanno animando il dibattito in Consiglio comunale. Il ruolo giocato da Emiliano, e da un manipolo di baresi assai interessati al tema, attorno al futuro del capoluogo jonico. E il Pecunia non olet che rischia di sfaldare, definitivamente, le coalizioni politiche così come le conosciamo

 

Il possibile aumento della Tari non c’entra nulla. L’approvazione di una variazione di bilancio ancora meno. Lo sanno tutti, anche chi non s’interessa solitamente di questo genere di cose. I problemi risiedono altrove. In altro luogo. In altri ambiti. Con l’attività amministrativa, ormai, del tutto marginale rispetto alle dinamiche in atto. Risucchiata, con scarso amore per le sorti della città, nella guerra di posizionamento politico posta in essere. Svilita dalla tattica che si fa beffa della strategia, con le idee - e il progetto – sottomessi, assuefatti al potere (da conseguire, trattenere per sé) e ai suoi consumati rituali. Sarà così sino alla prossima primavera; sino, cioè, al rinnovo - per via elettorale - del Consiglio comunale. Le assenze in Aula di ieri, e dell’altro ieri, riconducibili ai gruppi di maggioranza, ai consiglieri che fanno riferimento a Bitetti, Stellato e Musillo, rispondono ad un preciso intendimento. Quale? Quello di tirare la corda dei rapporti con l’attuale sindaco ingenerando confusione e nervosismo crescente. Ogni giorno di più. Su qualsiasi aspetto della vita politico-amministrativa. Senza comunque arrivare a reciderla del tutto (la corda, of course) e rompere, così, in maniera definitiva il patto di coalizione tra le forze di centro-sinistra. Nessuno vuole andare a casa prima della fine di questa legislatura: maggioranza e opposizione, su questo preciso punto, non differiscono l’una dall’altra. E Pecunia non olet: espressione inflazionata, ma pur sempre veritiera. Specie di questi tempi, poi. La neonata federazione di centro deciderà, con molta probabilità, di abbandonare Melucci per sostenere la candidatura a sindaco di Gugliotti solo a poche settimane dal voto. Il piano è chiaro, confezionato a dovere, rappresentato nei suoi minimi dettagli a chi è giusto che sappia. Tra questi figurerebbe anche il presidente della Regione, Emiliano. A questa coalizione dovrebbe aggregarsi, inoltre, La Lega di Salvini (leggere l’articolo pubblicato su CosmoPolis, dal titolo Mio fratello è figlio unico, di qualche settimana fa) e attuali esponenti del centrodestra che siedono nella massima assise cittadina. I Cinque Stelle dell’ex premier Conte, invece, sosterranno la candidatura del sindaco uscente. Tra Melucci e il senatore Turco (plenipotenziario in Puglia del nuovo leader pentastellato), nelle ultime settimane, si sono intensificati i colloqui e lo schema che va costruendosi a livello nazionale verrà altresì replicato nelle realtà locali. A destra Fratelli d’Italia, diversamente dalla Lega, si spenderà per una candidatura coerente con la sua collocazione politica. Il nome che verrà ufficializzato nelle prossime settimane è quello dell’avvocato Egidio Albanese. La campagna elettorale è solo agli inizi. Taranto fa gola a molti, più ai forestieri che agli stessi tarantini. Tari in fondo è l’unione di due sillabe, se ci pensate. Riconducibili ai nomi di Taranto e Bari. Non è affatto un caso…