Taranto senti Chiaretti: "Se squilla il telefono, sono pronto"

Taranto senti Chiaretti: "Se squilla il telefono, sono pronto"

Intervenuto durante la trasmissione “Dentro la Rete”, in onda su Cosmopolismedia, Lucas Chiaretti ha parlato dei suoi trascorsi in maglia Taranto, delle recenti esperienze in cadetteria e del suo futuro

 

“In questo momento mi trovo in Brasile, qui è estate e nonostante il momento particolare cerco di godermi un po’ il sole. Una chiamata del Taranto? Non posso negare che se dovesse squillare il mio telefono a me farebbe molto piacere. Sono rimasto molto legato alla città, è nel mio cuore, mi spiace per come sia finita quella stagione ma nessuno può cancellare il mio sentimento. Se volgo lo sguardo al futuro, l’auspicio è che i rossoblu  possano velocemente ritornare a calcare i palcoscenici che meritano. È incredibile vedere come si arrivi ad un centimetro dal traguardo mancandolo sempre, a mio parere questo deriva da una mancata continuità di lavoro, da una mancanza di progettualità. Bari? C’è stata una chiacchierata in estate, anche in maniera piuttosto concreta anche se non avevo nessuna voglia di scendere di categoria. Poi la pandemia ha fatto il resto, ho preferito stare accanto alla mia famiglia piuttosto che pensare al lavoro.  Da quel momento  non c’è stato alcun contatto, tutte le notizie che sentite sono solo speculazioni di mercato.

La mia carriera? Credo di dover essere tutto sommato soddisfatto, dopo Taranto sono approdato in Serie A ma una lesione al ginocchio non mi ha permesso di esprimermi come avrei voluto. In quel periodo è stato importante continuare a lavorare duro, fino a quando Cittadella non mi ha aperto le sue porte, arrivando anche a giocare per due volte i Play Off per la Serie A, poi Foggia, Pordenone, tutte esperienze importanti nel calcio che conta.

In chiusura un pensiero sul Taranto di Dionigi: “Non era una situazione facile ma il mister riuscì a mettere al centro di tutto il gruppo. Sono dell’idea che i calciatori debbano pensare solo a scendere in campo anche se in alcuni momenti non è semplice. Quel Taranto era molto unito, questo ha fatto la differenza”